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Condominio: cos'è la clausola di stile?

del 30/05/2016

Condominio: cos'è la clausola di stile?

Cosa si intende per clausola di stile e quando è necessario fare attenzione a questo aspetto nei condomini? Scopriamolo con questa guida.

La clausola di stile: definizione

In termini giuridici una clausola di stile è un'espressione tipica e utilizzata di frequente nell'ambito specifico di riferimento (ad esempio nei contratti di compravendita), che non definisce però in termini precisi l'applicazione della frase stessa. Facciamo un esempio per comprendere meglio questa definizione. In un atto notarile di compravendita di un immobile, ad esempio, può essere presente la frase "imposte di qualsiasi natura". In questo caso l'atto non specifica di quali imposte si stia parlando, e per questo motivo la frase non ha un'applicazione determinata e riconducibile ad un aspetto specifico di applicazione del contratto di compravendita.

Condominio e clausola di stile

Passando all'ambito più specifico di interesse degli edifici condominiali, le clausole di stile contenute nei contratti di compravendita sono spesso fonte di tensioni e di ricorsi al giudice. Tra gli ultimi in ordine di tempo è possibile citare il ricorso al giudice tra due condomini, per stabilire se il lastrico solare fosse da intendersi come parte comune o di pertinenza di un solo appartamento.

Nella questione specifica, il contratto di compravendita dell'immobile sito all'ultimo piano di un condominio riportava testualmente:

"[] con tutti i diritti e le servitù inerenti, le pertinenze, accessori, accessioni, impianti, usi, azioni e ragioni, nello stato di fatto e di diritto in cui esso si trovava e così come dalla parte venditrice si possiede e si ha diritto".

Anche se in questo caso non si tratta di una vera e propria clausola di stile nel senso stretto della definizione, la frase riportata è riconducibile a questa tipologia, in quanto non specifica quali siano le parti del condominio sulle quali la proprietà possa vantare diritto di uso esclusivo. Tuttavia la recente sentenza della Corte di Cassazione chiamata a giudicare la questione (n° 8492/2016) ha considerato la frase sufficiente per determinare l'esclusività di utilizzo del lastrico solare, che è stato quindi inteso come una sorta di pertinenza dell'abitazione collocata all'ultimo piano. Nel caso specifico è stato riconosciuto il torto dell'inquilina al piano inferiore, che reclamava il diritto di utilizzo della parte comune.

Al di là del caso specifico, la questione fa comprendere come nella compravendita di un appartamento posto in un condominio le clausole di stile assumano molta importanza; è per questo consigliabile determinare nella maniera più esplicita possibile le possibilità e le limitazioni nell'utilizzo delle aree, soprattutto se non chiaramente identificabili come comuni.

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