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Cos'è la tassa piatta, l'imposta in arrivo per le partite IVA?

del 27/05/2016

Cos'è la tassa piatta, l'imposta in arrivo per le partite IVA?

In arrivo una nuova tassa per partite IVA e autonomi: si chiamerà "tassa piatta". Scopriamo in cosa consiste e le sue modalità di applicazione.

Tassa piatta o flat tax, una tassa proporzionale ai guadagni

La cosiddetta flat tax o "tassa piatta" secondo la traduzione letterale del termine inglese, è un nuovo tipo di tassazione allo studio da parte del Governo e destinata esclusivamente alle partite IVA e ai lavoratori autonomi in genere.  Secondo le prime informazioni emerse, il calcolo della flat tax dovrebbe basarsi non più su un'imposta progressiva come avviene oggi con l'Irpef, ma dovrebbe avere un valore proporzionale agli utili effettivamente realizzati dall'attività imprenditoriale. In aggiunta questo tipo di tassazione dovrebbe (il condizionale è d'obbligo, in quanto non si tratta ancora di un provvedimento definitivo) premiare coloro che lasciano o reinvestono gli utili in azienda.

Per quanto riguarda l'importo della flat tax, al momento l'aliquota ipotizzata da alcuni fonti è del 15% per tutti i settori imprenditoriali, ma questo dato potrebbe essere modificato in quanto deriva da un'ipotesi datata di tassazione. Non è infatti la prima volta che l'introduzione della flat tax viene ipotizzata per il sistema fiscale italiano, che si allineerebbe ad una modalità di tassazione già in vigore in diversi stati, con aliquote molto diverse tra loro.

Oltre alla tassa piatta, le partite IVA italiane avranno diritto anche ad alcune detrazioni secondo voci inerenti l'attività di lavoro autonomo, che potrebbero ridurre l'importo finale della tassazione applicata. 

Addio agli studi di settore?

Insieme alla flat tax, un'altra importante novità potrebbe riguardare il mondo dell'imprenditoria, cioè il definitivo addio agli studi di settore. Infatti il nuovo sistema di tassazione renderebbe obsoleta questa modalità di calcolo della tassazione sui presunti guadagni, eliminando quindi un aspetto controverso e oggetto di critiche e ricorsi negli ultimi anni. Gli studi di settore furono introdotti all'inizio degli anni novanta per contrastare il fenomeno dell'evasione fiscale, secondo una modalità che permetteva di calcolare le possibili entrate aziendali, confrontandole con quelle delle imprese simili per dimensioni e tipologia di attività.

In merito all'evasione fiscale non è ancora stato comunicato se l'introduzione della tassa piatta potrebbe o meno avere effetti, in quanto essa non prevede una modalità diretta di contrasto all'evasione.

Al momento non è possibile conoscere i tempi di applicazione di queste due novità in quanto i provvedimenti non sono ancora giunti alla fase di discussione.

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