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Perito e consulente: qual è la differenza?

del 23/05/2016

Perito e consulente: qual è la differenza?

Rivolgersi a un perito o a un consulente sono locuzioni spesso utilizzate come sinonimi nel linguaggio comune. In realtà le figure professionali del perito e del consulente non sono sempre sovrapponibili. Scopriamo le differenze tra queste due professionalità valutandone gli ambiti di competenza.

Chi è un perito?

Secondo il dizionario della lingua italiana, un perito è una persona esperta in un determinato ambito, che può essere consultata per fornire una valutazione, un consiglio o un consulto nel settore di competenza.

Chi è un consulente?

Un consulente è una figura professionale non sempre chiaramente determinata. Con questo termine si fa riferimento a chiunque fornisca consulenze per uno specifico ambito di competenza, ad esempio in ambito legale, come nel caso del consulente legale appunto.

Le differenze tra perito e consulente in ambito giuridico

Se ci si attiene alla sola definizione del dizionario, le due figure potrebbero essere del tutto sovrapponibili. Tuttavia, soprattutto nell'ambito giuridico, esistono delle specificità importanti da tenere presenti per non incorrere in errori e incomprensioni.

Secondo il codice di procedura civile, infatti, il giudice ha la facoltà di nominare un consulente tecnico d'ufficio (detto anche CTU), che lavora al suo fianco elaborando una consulenza tecnica relativa alle questioni specifiche sollevate dal giudice, caso per caso. Questa figura è ricoperta da un perito, che deve essere iscritto al relativo ordine o albo professionale per esercitare la professionalità specifica, dove previsto dalla legge. Inoltre, per esercitare il ruolo di perito nei tribunali, è necessario che il professionista sia iscritto all'albo dei consulenti tecnici d'ufficio, nella sezione relativa alla specifica categoria di appartenenza (ad esempio i grafologi o i biologi).

Diverso è invece il caso del consulente tecnico di parte (CTP), un libero professionista che offre la propria professionalità per una delle parti coinvolte in un processo. Anche per questa figura è necessaria l'iscrizione al relativo ordine o albo di competenza, se prevista, ma non è invece l'iscrizione all'albo dei consulenti che operano nei tribunali.

Per concludere, in estrema sintesi possiamo affermare che in ambito giuridico di solito viene denominato perito il professionista nominato dal giudice e che con lui collabora direttamente, mentre negli altri casi relativi alle parti in causa si parla di consulenza, a prescindere dagli ambiti di competenza e dalla professionalità specifica delle figure coinvolte.

Negli altri ambiti professionali infine non è scorretto utilizzare le due definizioni come sinonimi.


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