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730: come funzionano i rimborsi 2016?

del 04/05/2016

730: come funzionano i rimborsi 2016?

Chi effettua la dichiarazione dei redditi tramite il 730 precompilato o il modello 730 tradizionale, ha la possibilità di ottenere un rimborso per la quota dell'Irpef eccedente. Scopriamo come ottenere il rimborso e le novità previste per il 2016.

Rimborsi 730: come richiederli

Il rimborso della quota Irpef nel 730 può essere richiesto all'Agenzia delle Entrate tramite il versamento diretto nella busta paga o nel cedolino della pensione, per le persone che al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi sono pensionati o lavoratori dipendenti con un contratto con scadenza successiva alla data del rimborso. In questo caso il lavoratore o il pensionato non deve fare altro che scegliere la modalità di rimborso e attendere l'effettivo versamento dell'Irpef, che verrà riconosciuto insieme alla busta paga o alla pensione.

Nel caso in cui il pagamento non venga ricevuto, è possibile rivolgersi ad una sede dell'Agenzia delle Entrate per la richiesta di rimborso, presentando se possibile la dichiarazione del datore di lavoro che attesti il mancato versamento.

Oltre che con la modalità descritta, dal 2014 è possibile utilizzare il credito Irpef in compensazione, cioè per pagare eventuali imposte da pagare attraverso i moduli F24 (come ad esempio l'IMU).

Il pagamento dei rimborsi 730 2016

Per quanto riguarda le dichiarazioni 730 2016 (riferite all'anno solare 2015), l'Agenzia delle Entrate ha comunicato che il rimborso della quota Irpef eccedente verrà effettuato come di consueto nella busta paga del mese di luglio e nella pensione di agosto.

La grande novità 2016 sui rimborsi 730 riguarda però la possibilità di bloccare il rimborso per effettuare controlli sulle dichiarazioni dei redditi. Nel caso in cui l'Agenzia riscontri anomalie nella dichiarazione, potrà bloccare il rimborso per un periodo complessivo di sei mesi, inclusi i tempi necessari per le verifiche del caso, che non dovranno superare i quattro mesi (a cui si aggiungono due mesi per il rimborso effettivo o la comunicazione dell'esito dei controlli).

È da precisare che gli eventuali blocchi non riguarderanno tutte le dichiarazioni, ma solo eventuali casi di anomalie che emergeranno dai controlli che l'Agenzia effettua regolarmente sulle dichiarazioni dei redditi.

Secondo quanto emerso, dovrebbero essere invece molto rapido il rimborso per i crediti inferiori ai 4.000 euro risultanti dalle dichiarazioni precompilate, così come i rimborsi derivanti dalle dichiarazioni presentate dagli intermediari autorizzati, come centri di assistenza fiscale o commercialisti. Se si considera quindi che questi canali sono i più utilizzati per la presentazione delle dichiarazioni, ne consegue che eventuali blocchi dei rimborsi potrebbero riguardare una fascia minoritaria di coloro che presentano la dichiarazione dei redditi 730. 

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