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Fondo patrimoniale: quando lo scioglimento consensuale?

del 27/04/2016

Fondo patrimoniale: quando lo scioglimento consensuale?

Un nostro lettore ci chiede quando sia possibile sciogliere un fondo patrimoniale destinato alla famiglia. Rispondiamo al quesito dopo aver chiarito cosa si intende per fondo patrimoniale, in modo da far comprendere meglio quali siano le cause e le modalità che possono portare allo scioglimento.

Cos'è un fondo patrimoniale?

Secondo l'ordinamento italiano, un fondo patrimoniale è un bene o un insieme di beni che vengono sottoposti ad un vincolo con una determinata finalità. Nel caso dei beni di una famiglia, un fondo patrimoniale è un insieme di beni che gli appartenenti alla famiglia stessa (come ad esempio i coniugi), sottopongono ad un vincolo che ne impedisce l'utilizzo per scopi diversi da quelli individuati da coloro che hanno creato il fondo. Ad esempio può costituire un fondo patrimoniale una cifra in denaro riservata dai coniugi all'istruzione universitaria dei figli.

La possibilità di istituire un fondo patrimoniale per le necessità della famiglia non si limita ai beni mobili, ma è estendibili anche ai titoli e ai beni immobili.

Lo scioglimento consensuale del fondo patrimoniale

Così come la creazione del fondo, anche lo scioglimento dello stesso deve avvenire con il consenso di coloro che detengono la proprietà (o parte della proprietà) dei beni sottoposti al vincolo. Tuttavia la materia dello scioglimento dà talvolta adito a questioni, per il mancato accordo tra le parti (tipicamente i coniugi).

Si tenga presente che il fondo patrimoniale, anche se originato da beni appartenenti ad uno o entrambe i coniugi, non segue lo stesso destino del resto dei beni; infatti il fondo patrimoniale non può essere utilizzato al pari del resto del patrimonio, ma è da questo svincolato e può quindi essere utilizzato per il solo fine individuato all'atto della creazione del fondo stesso. Per quanto riguarda la gestione del fondo, essa è compito di tutte le parti coinvolte (nel nostro caso quindi di entrambe i coniugi), che possono amministrarlo anche in maniera disgiunta per quanto riguarda le misure di ordinaria amministrazione.

Per quanto concerne invece l'amministrazione straordinaria, essa deve essere autorizzata e portata a termine da entrambe i coniugi. In questo caso rientra anche lo scioglimento del fondo stesso, che può avvenire solo nel caso in cui entrambe i coniugi siano concordi nell'atto di scioglimento.

Tuttavia, in caso di mancato accordo o di impedimento da parte di uno dei coniugi, l'altro può richiedere l'intervento di un giudice perché gli venga affidata la possibilità univoca di gestione, che può portare quindi anche allo scioglimento del fondo. Inoltre questa misura può essere richiesta anche nel caso in cui una delle due parti ritenga che l'altra non sia più in grado di amministrare, o abbia amministrato male i beni comuni.

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