Consulenza o Preventivo Gratuito

Assegno di manteniento: come stabilirne il valore

del 18/04/2016

Contatta | Studio Legale Bonvicini
Stradone Porta Palio 8 Verona 37122 Verona (VR)
Assegno di manteniento: come stabilirne il valore

A seguito di separazione e divorzio, il giudice dovrà stabilire il versamento di un assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente più debole.

Si premette che è l’attribuzione dell’assegno di mantenimento non può essere disposta d’ufficio dal Giudice, ma deve essere domandato da chi ha interesse (Cass. sent. 07.05.1998, n. 4615; Cass. sent. 26.06.1991, n. 7203; Cass. sent. 15.11.1977, n. 4970).

Qualora, quindi, sia richiesto si pone il problema di quale sia l’indice della capacità reddituale del coniuge tenuto all'obbligo del versamento del mantenimento che dovrà essere osservato Giudice. Preliminarmente è pacifico affermare che il soggetto su cui grava detto obbligo è solo il coniuge che è beneficiario del maggior reddito rispetto l’altro. Cosa accade però se un coniuge dichiara in sede di udienza o produce documentazione attestante un inferiore a quello reale al fine di versare una somma minore per il mantenimento? Innanzitutto la Cassazionecon sentenza n. 6427 dello scorso 4 aprile 2016, ha precisato che la documentazione fiscale che viene presentata nella causa di separazione/divorzio non possiede alcun valore decisivo. Nel nostro ordinamento il Giudice gode di ampia discrezionalità e quindi nell’esercizio della sua funzione, può decidere a quali elementi di prova attribuire importanza o meno.

Per determinare l'importo dell'assegno di mantenimento normalmente si rilevanza al tenore di vita goduto dai coniugi in costanza di matrimonio. Rilevanti risulteranno i viaggi fatti, le uscite serali, le spese ordinarie e straordinarie e tutto ciò che ruotava attorno alla comunione materiale di vita dei due coniugi interessati. Assume, altresì importanza il tenore di vita e il patrimonio dell'ex coniuge tenuto al versamento della somma, mentre la dichiarazione dei redditi prodotta in giudizio non trasforma la sua natura fiscale in elemento probatorio. Non è, quindi, vincolante. In realtà, non è necessaria la prova della vera attendibilità o la cosiddetta prova assoluta, in quanto, la funzione della corresponsione dell'assegno non è punitiva, ma solo di giustizia distributiva.

Ad ogni modo l’attribuzione dell’assegno al coniuge economicamente debole non deve causare analogo effetto ai danni dell’altro, sicché il giudice “deve tenere conto di tutti gli elementi, positivi e negativi, che contribuiscono a formarlo e quindi anche degli oneri, quali essi siano, che ne riducano l’entità”.

Alla luce di ciò, ne consegue che: “ai fini della quantificazione dell’assegno di mantenimento, il giudice deve anzitutto accertare il tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio, per poi verificare se i mezzi economici a disposizione del coniuge gli permettono di conservarlo indipendentemente dalla percezione di detto assegno, e, in caso di esito negativo di questo esame deve procedere alla valutazione comparativa dei mezzi economici a disposizione di ciascun coniuge al momento della separazione. Segnatamente, la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede la determinazione dell’esatto importo dei redditi posseduti attraverso l’acquisizione di dati numerici, in quanto è necessaria un’attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi, in relazione alle quali sia possibile pervenire a fissare l’erogazione in favorediquellopiùdebolediunasommacorrispondentealleesigenze come sopra precisate”(Cass. Civ. sent. 12.06.2006 n. 13592).

Al fine di determinare le condizioni economiche delle parti il Giudice può anche disporre di accertamenti da parte della polizia tributaria. E’ da ricordare però che: "l’esercizio del potere di disporre indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, che costituisce una deroga alle regole generali sull'onere della prova, rientra nella discrezionalità del giudice di merito; l'eventuale omissione di motivazione sul diniego di esercizio del relativo potere, pertanto, non è censurabile in sede di legittimità, ove, sia pure per implicito, tale diniego sia logicamente correlabile ad una valutazione sulla superficialità dell'iniziativa per ritenuta sufficienza dei dati istruttori acquisiti." (Cass. sent. 16.04.2014 n. 8875)

vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
Diritto del padre al congedo

Rag. Maurizio Cason Villa del 22/02/2012

Con una sentenza dello scorso 9 febbraio 2012 viene riconosciuto al padre il diritto di usufruire d...

Assegno di divorzio ridotto o revocato in caso di nascita di un figlio dalla nuova unione

Avv. Fabio Benatti del 31/07/2015

La situazione affrontata dalla Cassazione in una recentissima sentenza, la n. 14521 del 10.07.2015,...