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Il falso in bilancio è applicabile anche alle stime

del 12/04/2016

Il falso in bilancio è applicabile anche alle stime

È di pochi giorni fa l'ultimo intervento in ordine di tempo della Corte di Cassazione in merito al falso in bilancio. Dopo aver parlato della presunta depenalizzazione per le pene accessorie, affrontiamo il capitolo relativo al falso sui valori stimati.

Cassazione: punibile il falso valutativo

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno sancito nei giorni scorsi che la riforma della legge sul falso in bilancio non ha modificato la punibilità del reato di falso commesso in relazione ai valori stimati. La pronuncia della Cassazione si è resa necessaria dopo alcune sentenze di parere opposto, influenzate dalla riforma della legge che punisce le dichiarazioni non veritiere nei bilanci e alcune assoluzioni che per la notorietà delle persone coinvolte avevano occupato le pagine di cronaca giudiziaria.

La Cassazione ha ribadito che l'ipotesi di reato di falso è presente anche nel caso in cui le dichiarazioni omettano volontariamente l'esposizione di fatti rilevanti o ancora nel caso in cui chi effettua la dichiarazione si allontani in maniera voluta dai criteri fissati tecnicamente per i parametri in questione. In particolare il secondo punto è ritenuto grave e quindi punibile, quando l'omissione o la falsa comunicazione sia in grado di indurre in errore coloro ai quali la comunicazione è destinata.

La riforma non modifica il reato di falso nelle valutazioni

Inoltre dalla stessa Corte di Cassazione è stato ribadito che le modifiche al testo sul reato di falso in bilancio non hanno di fatto modificato e non sono in contrasto con il codice civile, che all'art. 2621 affronta il caso delle false comunicazioni sociali, a cui anche il falso in bilancio è riconducibile. La pronuncia della Cassazione non ha quindi messo in discussione la riforma della legge, ma ne ha invece fornito l'interpretazione relativa al caso specifico del falso valutativo. 

Per rendere più comprensibile la portata della questione anche ai non addetti ai lavori, facciamo un esempio pratico nel quale si configura il reato di falso valutativo. Supponiamo il caso in cui un'azienda includa nel bilancio dei crediti non ancora riscossi e oggetto di recupero, pur sapendo che il recupero degli stessi ha presentato delle difficoltà. Soprattutto nel caso di cifre ingenti rispetto al bilancio presentato, potrebbe configurarsi il reato di falso in bilancio, in quanto chi ha redatto il bilancio stesso è a conoscenza del fatto che difficilmente quelle somme saranno recuperate. In questo modo l'intero bilancio ne viene falsato, con un potenziale danno per tutti coloro che hanno la necessità di accedere ai dati contenuti. 

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