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Lavoro: TFR modulabile nei contratti collettivi per la previdenza complementare

del 04/04/2016

Lavoro: TFR modulabile nei contratti collettivi per la previdenza complementare

Oggi parleremo di un'importante novità contenuta nel DDL concorrenza e relativa ai trattamenti di fine rapporto: la possibilità di modulare la quota di TFR da destinare alla previdenza complementare.

TFR modulabile: l'emendamento approvato dal Senato

È stato approvato di recente dalla commissione industria del Senato l'emendamento al cosiddetto ddl concorrenza che prevede una misura per aumentare l'utilizzo della previdenza complementare nella destinazione del trattamento di fine rapporto. Secondo la legge in vigore prima dell'approvazione dell'emendamento, se il lavoratore decideva di scegliere di affidare il proprio TFR alla previdenza complementare, non aveva alternativa sulla quota da destinare, che era pari alla totalità dell'importo.

Dopo l'approvazione dell'emendamento invece, è stata introdotta al possibilità di scegliere la quota da destinare alla previdenza complementare. L'obiettivo dichiarato dell'emendamento è quello di incentivare l'adesione alla previdenza complementare, che soprattutto nelle aziende di piccole e medie dimensioni, aveva avuto un riscontro piuttosto basso, dovuto secondo alcuni anche alla difficoltà oggettiva da parte dell'azienda di versare la liquidità nei fondi pensione.

La quota di TFR decisa dai contratti collettivi

Tuttavia non saranno né il singolo lavoratore né l'azienda a decidere la quota di trattamento di fine rapporto da destinare eventualmente ai fondi pensione. Infatti secondo quanto emerso dalla lettura dell'emendamento, la possibilità di determinare la quota di TFR destinata ai fondi pensione sarà riservata alla fase di contrattazione dei contratti collettivi. La possibilità riguarderà sia le contrattazioni collettive nazionali, sia i contratti collettivi aziendali, cioè i contratti validi esclusivamente all'interno dell'azienda stessa.

Come specificato dall'emendamento, la quota non dovrà però essere indicata obbligatoriamente dal contratto. Infatti se in fase di contrattazione non verrà specificata questa percentuale o non se le parti in causa non riusciranno a raggiungere un accordo in proposito, l'eventuale destinazione del TFR ai fondi complementari continuerà ad essere totale, senza modifiche quindi a quanto avviene già oggi.

Per quanto riguarda l'utilizzo dei fondi pensionistici integrativi, nel ddl concorrenza è stata prevista anche una misura aggiuntiva, che regolamenterà l'introduzione di forme di educazione finanziaria e previdenziale destinate ai lavoratori, ma le cui modalità e contenuti sono ancora da discutere e decidere.

Previste infine modifiche alle tempistiche massime per il riscatto dei fondi pensione per alcuni casi di invalidità permanente o per i lavoratori coinvolti in periodi di non occupazione superiori ai 4 anni, le cui modalità di applicazione saranno però rese note in seguito.

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