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Equitalia: cosa avviene in caso di comunione o separazione dei beni e rinuncia all'eredità

del 30/03/2016

Equitalia: cosa avviene in caso di comunione o separazione dei beni e rinuncia all'eredità

Cosa avviene quando uno dei coniugi non riesce a saldare i proprio debiti nei confronti di Equitalia? L'agenzia di riscossione può rivalersi sugli eredi? Scopriamolo.

Comunione e separazione dei beni 

Secondo i pareri più recenti, il problema della rivalsa sui beni del coniuge in caso di morosità non può ricadere interamente sui beni intestati all'altro coniuge nel caso in cui essi abbiano optato per il regime di separazione dei beni

In questo caso l'agenzia di riscossione (ma in realtà un discorso analogo è valido per tutti i tipi di credito) può rivalersi sui beni del coniuge diversi da quelli in regime di comunione dei beni, ma solo qualora quelli del debitore non siano sufficienti a coprire il debito accumulato. La quota esigibile è pari alla metà del credito, ma anche se si verificasse questa circostanza è bene precisare che potrebbe essere possibile effettuare una distinzione, rendendo esigibili solo i crediti derivanti da mancati pagamenti riferibili alla famiglia e non al singolo coniuge (come ad esempio il mancato pagamento delle imposte per una casa in uso a entrambe i coniugi).

Diverso è invece il caso della comunione dei beni, dove i beni intestati ad entrambi i coniugi sono interamente utilizzabili per la copertura del debito, in quanto non è possibile separare le quote dell'una e dell'altra persone. 

Equitalia e rinuncia all'eredità

Nel caso in cui un defunto abbia debiti non saldati, con Equitalia o con altri creditori, cosa avviene agli eredi? Di norma gli eredi sono beneficiari di tutti i beni del defunto, ma ne ereditano anche i debiti contratti. In questo senso Equitalia potrebbe quindi richiedere agli eredi il pagamento dei crediti non ancora riscossi. 

Nel caso in cui un erede non voglia acquisire i debiti non saldati del defunto, l'unica possibilità è data dalla rinuncia all'eredità, atto formale e vincolante che comporta necessariamente anche l'impossibilità di godere dei beni eventualmente oggetto dell'eredità stessa. 

La rinuncia da parte di uno degli eredi non comporta però la cancellazione del debito da parte dell'agenzia di riscossione; il debito ricade quindi sugli altri eredi, che a loro volta possono rinunciare all'eredità.

La questione della rinuncia all'eredità non è tuttavia così semplice, in quanto eventuali debiti potrebbero emergere dopo l'accettazione della stessa. Per i dettagli sulla rinuncia all'eredità rimandiamo al contenuto presente sul sito; ricordiamo però che l'atto di rinuncia è irrevocabile e che parallelamente una volta accettata l'eredità essa non può essere rigettata.

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