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Trasformazione in società semplice, assegnazione e cessione beni ai soci: nuove agevolazioni

del 25/03/2016

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Trasformazione in società semplice, assegnazione e cessione beni ai soci: nuove agevolazioni

La legge di stabilità 2016 (L. 208/2015) propone norme agevolative per l’assegnazione e la cessione agevolata di beni ai soci e la trasformazione in Società Semplice.

I soggetti interessati dalla norma sono tutte le società commerciali (sia di persone che di capitali) ad esclusione delle società cooperative, delle società consortili, dei consorzi e degli enti commerciali e non commerciali. I soci beneficiari potranno essere sia persone fisiche, non imprenditori né esercenti arti o professioni, sia soci persone fisiche imprenditori, esercenti arti o professioni, società di persone, società di capitali nonché cooperative socie di tali società.

I beni agevolabili sono tutti gli immobili ad eccezione di quelli utilizzati direttamente per l’esercizio dell’attività. Sono compresi dunque: gli immobili patrimonio di cui all’art. 90 del TUIR, gli immobili “merce” alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa, gli immobili strumentali per natura (iscritti nelle categorie catastali B, C, D, E ed A/10 e non utilizzati direttamente per l’esercizio dell’attività d’impresa). Con riferimento agli immobili strumentali per natura, possono essere assegnati con le modalità agevolate tutti quelli concessi in locazione, comodato o, comunque, non utilizzati direttamente. Sono altresì agevolati i beni rappresentati da beni mobili iscritti nei pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria d’impresa.

Il termine entro cui è possibile usufruire dell’assegnazione/cessione agevolata è il 30.09.2016 e potranno goderne i soci che erano tali alla data del 30.09.2015.

La trasformazione agevolata in società semplice riguarda tutte le società che possono effettuare la cessione e l’assegnazione agevolata dei beni ma solo se hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione di beni immobili.

Il termine entro cui deve avvenire l’operazione di trasformazione in società semplice è il 30.09.2016; essa potrà essere consentita solo nel caso in cui tutti i soci, che erano tali al momento della decisione, possedevano già tale qualifica al 30.09.2015; l’ingresso di nuovi soci in data successiva quindi preclude la fruizione dell’agevolazione.

Il beneficio riguarda sia l’aliquota d’imposizione che la base di calcolo delle plusvalenze su cui essa verrà applicata; l’imposta sostitutiva infatti in via ordinaria è fissata all’8% e al 10,5% per le società non operative per almeno due dei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso delle operazioni agevolate. Il calcolo della plusvalenza in caso di assegnazione potrà assumere come valore di riferimento quello normale, quello catastale o un valore intermedio tra il valore normale e quello catastale a cui va contrapposto il costo fiscalmente riconosciuto del bene, mentre in caso di cessione la plusvalenza sarà data dalla differenza tra il maggior valore tra corrispettivo e valore normale o catastale e costo fiscalmente riconosciuto. Si evidenzia che nel caso in cui vi siano riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione è dovuta un’imposta sostitutiva del 13%. Le imposte sostitutive dovute dovranno essere versate per il 60% entro il 30.11.2016 e per il rimanente 40% entro il 16.06.2017.

Ai fini della tassazione in capo al socio, se la società assegnante è una società di persone, nessun altro onere viene a prodursi; se la società assegnante è una società di capitali, occorre distinguere tra assegnazione con distribuzione di riserve di utili, in cui la differenza tra valore normale o catastale e l’importo già assoggettato ad imposta sostitutiva costituirà reddito in capo al socio e assegnazione con distribuzione di riserve di capitali, in cui l’unico effetto è rappresentato dalla riduzione del costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione detenuta.

Altro aspetto da non sottovalutare riguarda le imposte indirette. Le aliquote ordinarie relative all’imposta di registro sono ridotte alla metà e la base imponibile utilizzabile, ai sensi dell’art.1 comma 117 della Legge di Stabilità 2016, sembrerebbe essere costituita dal valore catastale. Ai fini IVA, non è prevista nessuna agevolazione in merito. Le imposte ipotecarie e catastali invece, se l’operazione è esente iva, saranno dovute nella misura di 50,00 € ognuna, se l’operazione, invece, è soggetta ad iva saranno dovute nella misura di 200,00 € ognuna, anziché in quella ordinaria rispettivamente del 3% e dell’1%.

Sicuramente elemento che renderà allettante l’operazione di trasformazione agevolata da società commerciale a società semplice sarà la possibilità di cedere l’immobile trasferito in essa a condizioni fiscalmente vantaggiose; in caso di cessione dell’immobile e di liquidazione della società, infatti, per specifica previsione normativa, il reddito prodotto rientrerebbe nella categoria residuale dei redditi diversi; la trasformazione in società semplice però non determina l’interruzione del quinquennio rilevante per le plusvalenze immobiliari a norma dell’art. 67 co. 1 lett. b) del TUIR.

Quindi, se all’atto della trasformazione la società deteneva già gli immobili da almeno 5 anni, la cessione dopo la trasformazione non è suscettibile di determinare plusvalenze ed in caso di liquidazione, le somme di denaro derivanti dalla cessione ricevute dai soci risulterebbero detassate, e di conseguenza non produrrebbero alcun reddito tassabile in capo al socio.

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