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Mutui: le clausole di inadempimento e il nuovo decreto

del 15/03/2016

Mutui: le clausole di inadempimento e il nuovo decreto

Da diversi giorni imperversa il dibattito sulle modifiche alle clausole di inadempimento nel pagamento dei mutui che potrebbero portare alla perdita del bene. Approfondiamo cosa si intende per mancato adempimento e quali sono le novità del decreto allo studio del Governo.

Inadempimento: quando non si riesce a fare fronte a un impegno

Secondo la legislazione italiana, si ha a che fare con un adempimento (di un contratto o di un impegno sottoscritto), quando una delle parti non riesce a rispettare, non rispetta pienamente o rispetta in ritardo una delle condizioni stabilite dal contratto stesso. Quando una delle parti coinvolte non adempie a un contratto, l'altra parte può sollecitare questo adempimento o chiedere la risoluzione del contratto. 

Spostando la definizione al settore dei mutui bancari, possiamo dire che chi ha contratto il mutuo non adempie al contratto sottoscritto quando non paga le rate del mutuo stesso, contravvenendo perciò al patto stipulato con chi ha erogato il mutuo (la banca o la finanziaria).

Il decreto mutui: messa in vendita per morosità

La conseguenza dell'inadempienza è la possibilità per la banca di rivalersi su quanto dato in garanzia per contrarre il mutuo stesso. Tipicamente questa garanzia è l'immobile acquistato con il mutuo. Secondo la prima ipotesi del decreto mutui, sarebbero state sufficienti sette rate non pagate per permettere alla banca di rivalersi sul bene, che avrebbe quindi potuto essere messo in vendita.

Dopo il dibattito politico e le polemiche scaturite da più fronti, è stata introdotta una modifica che innalza a diciotto il numero di rate non pagate per la messa in vendita del bene. Secondo la bozza allo studio, questa possibilità non sarebbe prevista però per tutti i mutui contratti, ma solo nel caso in cui i sottoscrittori abbiano firmato la cosiddetta clausola di inadempimento, che consente alla banca di mettere in vendita il bene senza passare per il procedimento dell'asta giudiziaria. 

Inoltre in caso di vendita dell'immobile è previsto che il mutuo venga cancellato per intero, anche nel caso in cui il debito residuo sia superiore al valore dell'abitazione o dell'immobile o comunque al ricavato della sua vendita. 

La nuova normativa, se approvata così come prevista dal decreto, non dovrebbe essere retroattiva; sono quindi esclusi dalla possibilità di applicazione dell'inadempimento tutti i contratti stipulati fino all'entrata in vigore del decreto stesso.

L'argomento tuttavia è ancora oggetto di dibattito; aggiorneremo quindi le informazioni con le ultime novità una volta che il decreto verrà approvato in misura definitiva. 

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