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Tante novità per il bilancio 2016

del 22/01/2016

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Tante novità per il bilancio 2016

Il D.Lgs. n. 139 del 18.08.2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 04.09.2015, in attuazione alla Direttiva 2013/34/UE, in vigore dall’ 01.01.2016 ha comportato l’introduzione di un’importante riforma in ambito di bilancio e di valutazione di alcune poste di esso. Tale decreto si applicherà ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio a partire dall’01.01.2016.

Primo aspetto saliente è stato l’introduzione del rendiconto finanziario tra i documenti obbligatori che compongono il bilancio; sono esonerati dalla predisposizione di esso soltanto le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata ex art.2435-bis CC e le cosiddette Micro-imprese.

Elemento peculiare, infatti, è stata la nascita della Micro-impresa di cui all’art. 2435 ter CC; ha le caratteristiche di Micro-impresa quell’impresa che nel primo esercizio o, nei due anni successivi, non abbia superato due dei seguenti limiti: totale dell’attivo di stato patrimoniale di euro 175.000, ricavi delle vendite e delle prestazioni di euro 350.000 e numero dipendenti occupati in media durante l’esercizio di 5 unità.

Tali imprese redigono il bilancio in forma abbreviata, avvalendosi delle ulteriori semplificazioni per esse previste, ossia l’esenzione dalla redazione dei seguenti documenti: rendiconto finanziario; nota integrativa quando in calce allo stato patrimoniale risultino l’informativa sugli impegni, sulle garanzie, sulle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale stesso, sui compensi, sulle anticipazioni e sui crediti concessi agli amministratori e ai sindaci; relazione sulla gestione  quando in calce allo stato patrimoniale risultino l’informativa sulle azioni proprie e sulle azioni di società controllanti possedute e di quelle acquistate o alienate nel corso dell’esercizio.

È stato variato l’obbligo informativo in nota integrativa – sia nel bilancio in forma abbreviata che in quello in forma ordinaria – stabilendo che le informazioni presenti, relative alle voci dello stato patrimoniale e del conto economico, devono essere presentate secondo l’ordine in cui le relative voci sono indicate nello stato patrimoniale e nel conto economico. Viene integrata l’informativa relativa ai rapporti economici che possono intercorrere tra Società, amministratori e sindaci.

Inoltre, l’informativa sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio comprensiva della natura e l’effetto patrimoniale, finanziario ed economico che tali fatti produrranno, dovrà essere fornita nell’ambito della nota integrativa e non più nella relazione sulla gestione come avviene per il bilancio 2015. Il DLgs. 139/2015 richiede inoltre l’indicazione di informazioni in merito la proposta di destinazione degli utili o di copertura delle perdite. L’informativa su impegni, garanzie e passività potenziali deve essere fornita in essa e non più in calce allo stato patrimoniale.

Anche gli schemi di bilancio sono stati variati. Ad esempio, le voci dedicate ai proventi e agli oneri straordinari sono state eliminate; i relativi costi e ricavi verranno classificati per natura e dovrà esserne fornita opportuna informativa in nota integrativa.

Il contenuto del bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’art.2435-bis CC ha subito un’ulteriore semplificazione; i soggetti interessati alla redazione potranno indicare nell’attivo dello Stato Patrimoniale il solo valore netto delle immobilizzazioni e nel conto economico molte voci possono essere raggruppate, in considerazione dell’inserimento di nuove voci all’interno del relativo schema.

Numerose sono le modifiche relativamente ai criteri di valutazione delle poste in bilancio e alla loro rappresentazione in esso. Il D.lgs. 139/2015 allineando i criteri di valutazione relativi alle azioni proprie alla prassi internazionale, non consente più l’iscrizione di esse nell’attivo di stato patrimoniale ma prevede una riduzione del patrimonio netto di uguale importo, tramite l’iscrizione nel passivo del bilancio di una specifica voce con segno negativo, con conseguenti modifiche agli schemi di bilancio.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari derivati viene previsto l’obbligo di rilevazione di essi al fair value. Tale obbligo è esteso anche ai derivati incorporati in altri titoli; le variazioni del relativo fair value dovranno essere imputate a conto economico o qualora lo strumento coprisse il rischio di un altro strumento finanziario o di un’operazione programmata, direttamente a una riserva positiva o negativa di patrimonio netto. Si evidenza che non sono distribuibili gli utili che derivano dalla valutazione al fair value degli strumenti finanziari derivati non utilizzati o non necessari per la copertura. Sono esonerati dalle disposizioni sulla valutazione degli strumenti finanziari derivati le Micro-imprese.

Altra importante novità è la valutazione al costo ammortizzato dei crediti, dei debiti e dei titoli iscritti nelle immobilizzazioni finanziarie. Tale metodo, prevedendo la rilevazione degli interessi sulla base del tasso di rendimento effettivo dell’operazione, permette una migliore rappresentazione delle componenti di reddito legate alle poste in questione. Relativamente ai debiti e ai crediti, la norma impone di tener conto del fattore temporale, attualizzandone i valori.

Ulteriore modifica riguarda la disciplina dei costi di ricerca e pubblicità. Essi non saranno più capitalizzabili tra le immobilizzazioni immateriali e dovranno, quindi, essere imputate a conto economico nell’esercizio del loro sostenimento. L’eventuale residuo in bilancio al 31.12.2015 dovrà essere imputato a conto economico all’01.01.2016.

Relativamente ai costi di sviluppo, invece, il periodo di ammortamento sarà determinato in funzione della loro vita utile. Nei casi eccezionali in cui non fosse possibile stimare tale durata in modo attendibile, tali costi non possono essere ammortizzati in un periodo superiore a cinque anni. Tale criterio dovrà essere applicato anche ai costi sostenuti precedentemente all’01.01.2016.

È stata variata anche la disciplina dell’avviamento. Il periodo di ammortamento dovrà essere non superiore alla sua vita utile, esso dovrà essere ammortizzato in un periodo non superiore a 10 anni solo nei casi eccezionali in cui la vita utile non possa essere attendibilmente stimata. In nota integrativa occorre dare spiegazione del periodo di ammortamento individuato. Tale criterio non dovrà essere applicato ai costi sostenuti precedentemente all’01.01.2016.

È evidente come il D. Lgs 139/2015, il cui intento era semplificare la struttura del bilancio, se alcuni aspetti non verranno recepiti anche dalla nostra normativa tributaria, potrà avere delle ripercussioni anche in ambito fiscale, a differenza di quanto promesso nel testo medesimo dove si stabilisce che “non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Infatti, se così non fosse, si genererebbe un doppio binario civilistico-fiscale con evidenti complicazioni di carattere operativo. Prima tra tutte, la disciplina IRAP dovrà subire delle modifiche, si pensi ad esempio all’eliminazione in bilancio delle voci di natura straordinaria che rientrerebbero nel calcolo della produzione netta. Altro aspetto da considerare è la valutazione degli strumenti finanziari derivati, l’art.112 del TUIR dovrebbe essere inevitabilmente rivisto alla luce dei nuovi criteri di valutazione.

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