Consulenza o Preventivo Gratuito

Sanzioni ridotte se pagate entro 90 giorni

del 15/01/2016

Per il mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto è attualmente prevista una sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato, a norma dell’art. 13 del DLgs. 471/97.

Ai sensi dell’art. 15 del DLgs. 158/2015, dal 1° gennaio 2016 la sanzione è ridotta del 50%, dunque al 15% dell’importo non versato, se i versamenti sono effettuati entro 90 giorni dalla scadenza del termine. Per l’omesso o insufficiente acconto IVA 2015, tale data è individuata nel 29 marzo 2016, in quanto primo giorno lavorativo successivo al novantesimo giorno (27 marzo 2016, Pasqua) dalla scadenza prevista per il versamento (28 dicembre 2015), secondo il principio espresso nella circ. Agenzia delle Entrate 12 giugno 2002 n. 50 (§ 19.5).

Alle sanzioni rimodulate potrà cumularsi il beneficio del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del DLgs. 472/97, così che la sanzione prevista per il tardivo versamento potrà essere ulteriormente ridotta – a seconda di quando interviene la regolarizzazione – da un decimo del minimo a un sesto del minimo.

Nello specifico, per l’acconto IVA 2015, la sanzione da corrispondere per effetto del ravvedimento operoso (oltre agli interessi, con maturazione giorno per giorno) sarà pari:

·  all’1,5% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene entro il 27 gennaio 2016 (trentesimo giorno dalla scadenza), fatte salve le maggiori riduzioni previste per ritardi non superiori a 14 giorni, di cui si dirà in seguito;

·  all’1,67% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene tra il 28 gennaio 2016 e il 29 marzo 2016;

·  al 3,75% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene tra il 30 marzo 2016 e il 30 settembre 2016 (termine di presentazione del modello IVA 2016);

·  al 4,29% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene entro il 28 febbraio 2017 (termine di presentazione del modello IVA 2017, da effettuarsi in via autonoma rispetto alla dichiarazione dei redditi);

·  al 5% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene a decorrere dal 1° marzo 2017.

La nuova disciplina del ravvedimento operoso inibisce la possibilità di avvalersi dell’istituto, qualora intervenga nei confronti del contribuente la notifica dell’avviso di accertamento o dell’avviso bonario emesso a seguito di liquidazione automatica o di controllo formale della dichiarazione.

vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
Riaddebito di spese tra professionisti

del 16/09/2010

La Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro ha emesso un parere che precisa le modalità di trattam...

No all'Irap per il commercialista in Cda

del 20/09/2010

Il commercialista che ha prodotto reddito derivante dalla sua attività come membro di consigli di am...

Rettifica Iva legittima

del 22/09/2010

Quando l'accertamento bancario intervenuto sul contribuente è sufficientemente motivato, il che sign...