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Dal 2016 i versamenti in ritardo saranno meno cari

del 07/01/2016

Dal 2016 i versamenti in ritardo saranno meno cari

Piccola rivoluzione nelle sanzioni per chi vorrà ravvedere i mancati versamenti nei confronti del fisco: a partire dal 1° gennaio 2016, per chi si ravvede entro 90 giorni dalla data dell’omesso versamento, le sanzioni sono dimezzate.

Premesso che il ravvedimento è in ogni caso precluso se al contribuente è già stato notificato un avviso di accertamento o di liquidazione, ovvero ha già ricevuto una comunicazione di irregolarità a seguito di controlli automatizzati o formali (il cosiddetto avviso bonario), con il nuovo anno è stato previsto che, nell’ipotesi di versamenti effettuati con ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione classica del 30% è ridotta al 15%. Restano naturalmente invariate tutte le ulteriori agevolazioni, in termini di minori importi sanzionatori, qualora il ravvedimento intervenisse entro 14 giorni dalla commissione della violazione, ovvero a partire dal quindicesimo giorno e fino al termine di 30 giorni dalla scadenza originaria di versamento.

In altre parole, nella prima ipotesi — vale a dire per ritardi fino a 14 giorni — si dà vita al cosiddetto ravvedimento sprint con applicazione della sanzione giornaliera dello 0,1%, a fronte del precedente 0,2%, mentre dal quindicesimo al trentesimo giorno viene applicata la sanzione fissa dell’1,5%, fino al 31 dicembre era del 3%.

Infine, per ritardi compresi tra 31 e 90 giorni, la sanzione diventa dell’1,67% al posto del vecchio 3,33%. Non subisce alcuna variazione il ravvedimento effettuato successivamente ai termini sopra riportati: in particolare, resta confermata la sanzione fissa del 3,75%, un ottavo del 30%, per ravvedimenti effettuati a partire dal novantunesimo giorno ed entro un anno dalla violazione, ovvero fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa l’infrazione; la sanzione del 4,29% fisso (un settimo del 30%) per ravvedimenti eseguiti entro due anni dalla violazione ed, infine, la sanzione fissa del 5% (un sesto del 30%) per versamenti effettuati oltre i due anni dall’errore commesso. Da ultimo si desidera ricordare che con l’inizio del 2016 è variato anche l’importo degli interessi legali, passato dal precedente 0,50% all’attuale 0,20%. 

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