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Abolizione della tassa sulla prima casa: vale davvero per tutti?

del 05/01/2016

Abolizione della tassa sulla prima casa: vale davvero per tutti?

Se in seguito all'approvazione della Legge di Stabilità avete esultato per merito dell'abolizione della tassa sulla prima casa, è bene che sopiate gli entusiasmi e prestiate attenzione a tutti i casi particolari che non usufruiranno di questo vantaggio. Se è vero, infatti, che sarà abolita dal prossimo anno la tassa di registro sulla prima casa (e saranno eliminate anche l'Imu sui macchinari imbullonati e l'Imu agricola per gli imprenditori agricoli professionali e per i coltivatori diretti), è altrettanto vero che è opportuno conoscere nel dettaglio tutti i distinguo specifici in relazione ai soggetti potenzialmente interessati. 

Secondo la definizione presente nel cosiddetto decreto Salva Italia, dal prossimo anno la Tasi non sarà dovuta per le case impiegate dal proprietario come abitazione principale, cioè per gli immobili in cui il proprietario vive abitualmente (insieme al suo nucleo familiare, se presente) e risiede per l'anagrafe. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare risiedano in più abitazioni, l'esenzione può essere prevista o non prevista a seconda del Comune in cui le case si trovano: per case situate nello stesso Comune l'esenzione è valida per un solo immobile, mentre per case situate in Comuni differenti le esenzioni sono valide per ogni immobile. L'importante è che la casa risulti iscritta come una unità immobiliare sola.

La tassa Tasi sulla prima casa si mantiene, invece, per le abitazioni di lusso, che saranno tenute a pagare anche l'Imu. In particolare, l'Imu sarà dovuta per gli edifici che rientrano nelle categorie catastali A9, A8 e A1, corrispondenti rispettivamente ai castelli, alle ville e alle case signorili, con una detrazione di 200 euro e una aliquota agevolata al 4 per 1000. 

L'esenzione dalla tassa per la prima casa varrà anche per i proprietari di abitazioni che vengono date ai genitori o ai figli in comodato d'uso, a patto che i proprietari non siano in possesso di altri immobili in Italia a uso abitativo e che abbiano vissuto nel 2015 nelle abitazioni che intendono cedere ai familiari. Infine, la Legge di Stabilità sancisce l'addio alla tassa di registro sulla prima casa per gli inquilini che hanno scelto come abitazione principale l'unità immobiliare. La tassa sulla prima casa si paga, invece, se si è studenti fuori sede o se ci si muove per lavoro ma si decide di non trasferire la propria residenza. La quota abolita per gli inquilini non dovrà essere pagata dai proprietari, che saranno tenuti a pagare tra il 70 e il 90%. 

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