Consulenza o Preventivo Gratuito

Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro

del 22/12/2015

Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro

Quali sono le procedure da seguire nel caso si verifichi un infortunio sul lavoro? In quali casi si può parlare di infortunio sul lavoro e quali sono esclusi? Risolviamo questi dubbi molto comuni tra lavoratori e datori di lavoro.

Infortunio sul lavoro: definizione e casi esclusi

Secondo l'Inail si ha un infortunio sul lavoro quando l'evento è conseguenza di una "causa violenta in occasione di lavoro". Per causa violenta si intende un qualsiasi evento che generi un infortunio, escludendo quindi le cause diffuse nel tempo che determinano le malattie professionali.

Perché si possa parlare di infortunio il lavoratore deve subire un'impossibilità al lavoro di almeno tre giorni; inoltre il fatto che causa l'incidente deve essere correlato al lavoro stesso e non è quindi sufficiente che esso avvenga sul luogo di lavoro. In questo senso sono esclusi dai casi di infortunio tutti i comportamenti tenuti dal lavoratore che siano estranei alla mansione svolta. 

Possono essere considerati infortunio sul lavoro anche quelli che avvengono sul tragitto casa-lavoro o negli spostamenti tra un luogo di lavoro e un altro, anche per datori di lavoro diversi. Si ha in questo caso il cosiddetto infortunio in itinere, che può essere considerato tale solo se avviene in un tragitto compatibile con lo spostamento per cause lavorative. 

Sono esclusi dalla possibilità di indennizzo per infortunio sul lavoro i lavoratori che hanno utilizzato alcol, droghe o psicofarmaci (se non prescritti) al momento dell'incidente o nei periodi precedenti.

Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro

Nel caso in cui si verifichi un infortunio sul lavoro, il lavoratore è tenuto a comunicare l'infortunio al datore di lavoro, anche se questo avviene in itinere. A seconda dell'entità del danno subito, il lavoratore può decidere di rivolgersi al medico aziendale (se e quando presente), rivolgersi al proprio medico curante o a un pronto soccorso.

Il lavoratore è obbligato a spiegare in maniera dettagliata le modalità dell'infortunio. Una volta raccolta la versione del lavoratore, il medico redige un certificato in tre copie, che contiene la diagnosi del caso e il numero di giorni di prognosi. Il certificato ottenuto deve essere presentato il prima possibile al datore di lavoro, eventualmente anche da terzi incaricati, nel caso in cui il lavoratore fosse impossibilitato. 

In caso di ricovero ospedaliero, è l'ospedale stesso ad inviare una copia del certificato al datore di lavoro. Una copia del certificato deve essere invece conservata dal lavoratore.

Il datore di lavoro ha due giorni di tempo per comunicare l'infortunio all'Inail. In caso di inadempienza, la comunicazione può essere inviata dal lavoratore stesso.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
STUDI COMPETENTI IN MATERIA
SULLO STESSO ARGOMENTO
"Conoscere il rischio": il canale web Inail per la sicurezza sul lavoro

del 29/12/2010

Una fonte virtuale per conoscere i pericoli che si possono correre negli ambienti industriali e di l...

Lavoro e stranieri: le ultime novità

Avv. Luca Failla del 02/01/2012

Con diversi provvedimenti sia di matrice nazionale sia di matrice comunitaria il lavoro degli strani...

Caso Eternit: una sentenza storica

Avv. Barbara Bruno del 21/02/2012

Disastro doloso e omissione dolosa di misure antinfortunistiche: queste le accuse che hanno portato...