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Banche salvate: cosa accadrà agli azionisti?

del 11/12/2015

Banche salvate: cosa accadrà agli azionisti?

È di pochissimi giorni fa la notizia del salvataggio di quattro banche locali italiane: Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Se di vero salvataggio si tratta per le banche stesse, alle quali è stato evitato il fallimento, così non sarà però per coloro che in queste banche hanno creduto, cioè grandi e piccoli azionisti, piccoli risparmiatori inclusi.

Il futuro degli azionisti e degli investitori

Ciò che è subito emerso dal provvedimento del governo è infatti che il futuro degli azionisti e degli investitori delle banche citate non sarà affatto assicurato. Per quanto riguarda coloro che avevano investito in azioni, essi perderanno l'intero capitale investito. I dati resi noti mostrano come gli investitori non siano solamente grandi azionisti, ma anche piccoli o piccolissimi investitori, che avevano dato fiducia a una delle banche locali. I numeri parlano da soli: per quanto riguarda Banca Marche gli azionisti coinvolti sono circa 44.000, per banca Etrutria sono 70.000 gli azionisti interessati, mentre per CariFerrara si parlerebbe di 23.000 azionisti, per un capitale totale di più di due miliardi di euro per le sole azioni.

Il panorama potrebbe rivelarsi non più roseo nemmeno per coloro che hanno investito in obbligazioni. Infatti è probabile che anche coloro che hanno investito in bond subordinati ad alto rischio (con rendimento quindi maggiore rispetto ad altri prodotti finanziari ma meno garanzie) possano perdere completamente il capitale investito nelle quattro banche.

Il futuro delle banche locali

Se non è quindi corretto parlare di vero e proprio fallimento per le banche citate, è da precisare che esse non esiteranno più a partire dal 2016, quando saranno sostitute da altri quattro istituti di credito il cui futuro è ancora del tutto incerto.

Per quanto riguarda i fondi necessari per salvare le banche citate, essi saranno recuperati dall'intero sistema bancario, tralasciando però il fondo per a Tutela dei Depositi, utilizzato in altre occasioni, da cui non si potrà però attingere per un divieto dell'unione Europea, che vede nell'utilizzo del fondo una sorta di aiuto di stato alle banche coinvolte.

E i correntisti? I correntisti che non hanno investito in azioni o in bond ad alto rischio non hanno nulla da temere, in quanto i conti correnti non verranno intaccati, nemmeno in caso di depositi superiori ai centomila euro. Nulla da temere quindi anche per eventuali ulteriori simili situazioni che dovessero verificarsi per altre banche nazionali.

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