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Come e perché rifiutare un'eredità

del 10/12/2015

Come e perché rifiutare un'eredità

Ricevere un'eredità e rinunciarvi. Potrebbe sembrare assurdo al alcuni, ma in determinate circostanze la rinuncia all'eredità può diventare una necessità. È sempre possibile rinunciare? Quali sono le procedure da seguire?

Perché rinunciare a un'eredità

Ricevere parte del patrimonio di una persona scomparsa potrebbe essere una notizia poco piacevole per chi non desidera avere in alcun modo una relazione con la persona stessa o ancora potrebbe rivelarsi un problema quando il patrimonio ereditato ha un valore inferiore rispetto ai debiti accumulati dal defunto. La rinuncia può essere richiesta sia in presenza sia in assenza di un testamento e deve essere fatta senza che l'interessato riceva alcun tipo di compenso per la rinuncia stessa, nemmeno se riconosciuto da persone estranee alla successione. 

In caso di dichiarazione di rinuncia l'erede legittimo perde ogni diritto sul patrimonio del defunto ma al tempo stesso non può in alcun modo essere citato da eventuali creditori. 

Come si rinuncia all'eredità

Per rinunciare all'eredità è necessario rilasciare una dichiarazione scritta in tal senso. Il documento può essere redatto presso un qualsiasi studio notarile, oppure può essere presentato al cancelliere del tribunale competente per il luogo dove verrà aperta la successione (anche se diverso dalla residenza del rinunciante). In questo caso il tribunale inserisce al dichiarazione nel registro delle successioni del tribunale.

Per essere valida ai fini legali, la rinuncia all'eredità deve essere assoluta, non contenere cioè alcun tipo di condizione (ad esempio dichiarazioni come "rinuncio all'eredità a patto che X ceda a Y una certa quota"). La rinuncia inoltre non ha scadenza temporale; in questo senso non può contenere diciture del tipo "rinuncio all'eredità a partire dal... o fino al ...".

Si tenga presente che la rinuncia all'eredità non ammette eccezioni, e che quindi l'erede rinuncia nel complesso a quanto lasciato dal defunto. Ne consegue che non è possibile rinunciare ai soli debiti e trattenere invece la quota di patrimonio spettante. 

Una volta presentata la rinuncia, questa ha effetto retroattivo; se il dichiarante decide però di accettare l'eredità, questi può farlo annullando la dichiarazione di rinuncia, a meno che nel frattempo l'eredità non sia già stata ripartita tra gli aventi diritto. In questo caso la revoca della dichiarazione non può essere accettata.

Dopo la rinuncia la parte spettante a chi effettua la dichiarazione viene equamente suddivisa tra gli eredi, sia nelle successioni testamentarie sia in quelle legittime.


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