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Congedo parentale a ore

del 02/12/2015

Il decreto Lgs 80/2015 di recente introduzione ha corretto il tiro sulla nuova modalità di fruizione del congedo parentale ad ore.

La legge di Stabilità del 2013 aveva introdotto la nuova fruizione dell’istituto dando ampia delega alla contrattazione collettiva per la definizione dei criteri e della modalità di fruizione. La scarsa intraprendenza delle parti sociali sull’argomento ha indotto il legislatore a disciplinare la fruizione novellando, con decorrenza 25 luglio c.a. l’art. 32 Testo Unico. Il D. Lgs 148/15 ha poi esteso tale previsione anche per gli anni successivi rendendo probabilmente strutturale l’intervento.

Il congedo parentale può essere fruito sino ai 12 anni (prima 8) del bambino ed è indennizzabile sino al compimento dei 6 anni del bambino (prima 3). Oggi i genitori lavoratori dipendenti possono usufruire del congedo nelle diverse modalità loro consentite. Possono alternare giornate lavorative in cui il congedo è usufruito in modalità oraria ad altre in cui è fruito giornalmente o mensilmente. Il congedo orario è utilizzabile in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero. Se il contratto collettivo non stabilisce un monte orario a cui far riferimento per determinare l’orario giornaliero la giornata di congedo parentale si determina prendendo a riferimento l’orario medio giornaliero previsto dal contratto di lavoro per il periodo di paga mensile o quadri settimanale immediatamente precedente a quello nel quale ha inizio il congedo. Da questo si evince che la fruizione massima giornaliera è il 50% dell’orario giornaliero del mese precedente (es. 8 ore orario normale ad settembre= 4 ore permesso fruibile giornalmente a ottobre). Pertanto il computo di un giorno di congedo equivale a massimo due giornate da 4 ore di estensione dal lavoro.

Le ore di fruizione del congedo non sono cumulabili con i permessi per allattamento e con i permessi per assistenza ai figli disabili previsti dal Testo Unico sulla genitorialità mentre è permesso nel contempo di usufruire di permessi ex legge 92/104 per l’assistenza agli invalidi. È data comunque facoltà alla contrattazione collettiva di disciplinare modalità di compatibilità tra le diverse forme di astensione dal lavoro. La domanda deve essere presentata in riferimento a ogni singolo mese specificando i giorni in cui si utilizzerà la fruizione oraria. Il computo e l’indennizzo dei giorni in questa fase iniziale verrà comunque fatta su base giornaliera anche se la fruizione è oraria.

La richiesta di congedo deve essere comunicata al datore di lavoro con un termine di preavviso di 5 giorni nel caso di congedo parentale mensile o giornaliero, non meno di 2 in caso di congedo fruito ad ore. La domanda di fruizione su base oraria va inoltrata dal sito Inps attraverso i servizi on line dedicati al cittadino con PIN dispositivo oppure utilizzando il contact center al numero 06.16464164 (servizio a pagamento). Vi è anche la possibilità di rivolgersi ad un Patronato che metterà a disposizione la propria piattaforma di servizi telematici.

È indubbio che la fruizione a ore con questi ridotti tempi di preavviso può arrecare gravi danni all’organizzazione aziendale e il funzionamento di un’attività di impresa, se poi la fruizione oraria avviene “a macchia di Leopardo” per il datore di lavoro si configura anche l’impossibilità di un’assunzione per sostituzione con altro lavoratore. La difficoltà di bilanciare interessi costituzionalmente opposti quali quelli della sfera familiare del lavoratore con quelli della libertà di organizzazione della propria impresa del datore hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso la parte più debole del rapporto proprio a garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo lavoratore sia come membro sociale dell’ambito familiare. Altresì è bene ricordare che è legittimo il rifiuto della richiesta del godimento da parte del datore quando la fruizione delle ore danneggia in modo grave le esigenze economiche, produttive e organizzative dell’impresa (Cass. Sez. Un. Sent. N. 16102 DEL 9/7/2009) specie nei casi in cui tale danno si ripercuote, in particolar modo nell’ambito dei rapporti di lavoro pubblico, nell’interesse della collettività.

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