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Ritenute d'acconto diventa reato non presentare la dichiarazione

del 01/12/2015

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Il D. Lgs. n. 158 del 24 settembre 2015 ha introdotto il nuovo reato di omessa presentazione del Modello 770 che è configurabile anche con riguardo alla dichiarazione del sostituto d’imposta di quest’anno e ciò rappresenta un notevole profilo di rischio che gli operatori del settore dovranno tenere in debita considerazione.

In particolare, la pena detentiva potrà variare da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni e, differenza del reato di omessa dichiarazione dei redditi, ai fini della consumazione del delitto di omessa presentazione del Modello 770 non è richiesto il dolo specifico, ovvero la volontà di evadere le imposte.

In merito ai requisiti oggettivi, il reato scatta al verificarsi di una duplice condotta omissiva: la mancata presentazione del Modello 770 nei termini di legge e l’omesso versamento di ritenute per un ammontare superiore a 50mila euro. Il nuovo sistema sanzionatorio, peggiorativo rispetto al precedente, troverà applicazione solo per il futuro e non avrà effetto retroattivo.

Nell’ambito dello stesso decreto, si segnalano, inoltre, le modifiche introdotte al sistema sanzionatorio previsto in materia di omesso versamento di ritenute dovute o certificate. Nel merito, il nuovo art. 10-bis del D.Lgs. 74/2000, in vigore dal 22 ottobre, prevede che “è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a centocinquantamila euro per ciascun periodo d'imposta”. Basterà, quindi, l’omesso versamento di ritenute dovute superiore alla nuova soglia, innalzata dai precedenti 50mila euro agli attuali 150mila euro per ciascun periodo d’imposta, per far scattare il reato, a prescindere dall’aver o meno certificato le ritenute stesse. Tale previsione sarà immediatamente applicabile anche per i reati commessi in precedenza che, nel caso non superino la soglia di punibilità, vengono ora depenalizzati.

Un aspetto migliorativo rispetto al passato sembra essere l’innalzamento della soglia di punibilità per il delitto di omesso versamento delle ritenute che è stata portata a 150mila euro, a fronte dei precedenti 50mila euro di ritenute non versate. In realtà, non necessariamente la modifica si risolverà in un trattamento di maggior favore rispetto al passato in quanto, come contraltare, viene esteso l’ambito oggettivo di applicazione che oggi comprende anche le ritenute non certificate.

La sanzione penale introdotta con riferimento al Modello 770 sembra eccessiva e probabilmente sarebbe stato preferibile contemplare il dolo specifico rispetto al semplice dolo generico che potrebbe condurre all’applicazione del reato anche per comportamenti con un ridotto disvalore.

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