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Addio all’associazione in partecipazione con apporto di lavoro

del 25/09/2015

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L'associazione in partecipazione, disciplinato dagli artt. 2549 e ss. c.c., ha subito, nella fattispecie con apporto di lavoro, prima radicali trasformazioni con la Riforma Fornero e ora, con il Job Act, l’estinzione totale. Con il contratto di associazione in partecipazione l’associante (impresa) attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto sia in forma di risorse finanziarie, sia con l’apporto di lavoro.

Le modifiche introdotte dalla Riforma Fornero prevedevano che, qualora l'apporto dell'associato consistesse in una prestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in una medesima attività non poteva essere superiore a tre, indipendentemente dal numero degli associanti, con l'unica eccezione nel caso in cui gli associati siano legati all'associante da rapporto coniugale, di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo.

La disposizione era volta a reprimere l’uso dello strumento dell’associazione in partecipazione in violazione degli obblighi previdenziali e contributivi delle prestazioni di lavoro subordinato, prevedendo la presunzione assoluta per la quale, in caso di violazione, il rapporto con tutti gli associati il cui apporto consistente in una prestazione di lavoro si considerava di lavoro subordinato a tempo indeterminato. I rapporti di associazione in partecipazione difatti, dal 1° gennaio 2004, scontavano l’assicurazione obbligatoria nella Gestione Separata con aliquote più favorevoli alla contribuzione prevista per il lavoro subordinato.

Con il Jobs Act, l’associato in partecipazione, se persona fisica, non potrà più svolgere attività lavorativa nell’impresa (o con apporto misto di capitale e lavoro), ma potrà apportare esclusivamente capitale.

Secondo la nuova disciplina sono pertanto vietati i contratti di associazione in partecipazione nei quali l’apporto dell’associato persona fisica consista, in tutto o in parte, in una prestazione di lavoro, mentre quelli già in essere rimangono in vigore fino alla loro cessazione. La strada verso la forma preferenziale del rapporto di lavoro di tipo subordinato a tempo indeterminato continua.

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