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In pensione a 55 o a 70 anni? Quando è possibile

del 17/09/2015

In pensione a 55 o a 70 anni? Quando è possibile

Ritirarsi in anticipo dal lavoro o al contrario proseguire la carriera professionale ben oltre l'età della pensione: sono due necessità opposte che richiedono però requisiti specifici. 

In pensione a 55 o a 60 anni? Si può

La possibilità di ritirarsi qualche anno prima dell'età pensionabile secondo le norme in vigore è data in via esclusiva alle persone affette da disabilità. Tuttavia la tabella che identifica la tipologia di disabilità e la percentuale di punteggio da raggiungere a seconda della condizione del paziente, da sola non è sufficiente per individuare i requisiti per la pensione anticipata.

Le donne e gli uomini che vogliono avvalersi della possibilità di andare in pensione anticipatamente (rispettivamente dai 55 anni e dai 60), sono infatti obbligati a sottoporsi ad una ulteriore visita di accertamento, oltre a quelle già previste per il riconoscimento della condizione di invalido.

Requisito necessario per la pensione di anzianità anticipata è la presenza di almeno l'80% di invalidità riconosciuta.

L'INPS non può quindi attribuire questo tipo di pensione in automatico, nemmeno nel caso in cui la disabilità superiore alla percentuale richiesta sia già stata appurata.

L'ottenimento della pensione anticipata è del tutto scollegato dal riconoscimento dell'invalidità civile, anche nel caso in cui questa condizione dia il diritto ad un assegno di sostegno.

Al lavoro a 70 anni: non sempre è possibile

Le persone che al contrario desiderano continuare la propria carriera professionale anche dopo il raggiungimento dei requisiti per la pensione, possono continuare ad esercitare l'attività lavorativa, con una decurtazione dell'assegno pensionistico percepito.

Tuttavia, nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice abbiano raggiunto un'età superiore a quella prevista per la pensione, il mantenimento del posto di lavoro non rappresenta una scelta del lavoratore, ma deve essere sottoposta al consenso del datore di lavoro. In pratica rimanere al lavoro non rappresenta un diritto sempre valido, in quanto questa possibilità potrebbe essere negata nel caso in cui non si ritenga conveniente o possibile la prosecuzione del rapporto di lavoro stesso.

Ne consegue che, ferma restando la necessaria disponibilità del lavoratore, sarà il datore di lavoro a decidere se sussistano le condizioni per la prosecuzione del lavoro oltre l'età prevista.

Ricordiamo infine che secondo la norma in vigore, il lavoratore può proseguire la propria attività fino ai settant'anni, ultimo anno per il quale sono stati individuati i coefficienti di trasformazione necessari per calcolare l'importo dell'assegno pensionistico.

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