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Tassa sui condizionatori: bufala o realtà?

del 07/08/2015

Tassa sui condizionatori: bufala o realtà?

Nei giorni scorsi si è sentito parlare più volte di una tassa sui condizionatori che sarebbe stata introdotta a breve sia per i privati cittadini sia per le attività commerciali. Il provvedimento esiste, anche se non si stratta di una tassa vera e propria, ma il suo campo di azione è molto più limitato rispetto a quello raccontato da alcune fonti di informazioni. Vediamo quindi in cosa consiste realmente la tassa ed a chi verrà applicata.

La tassa sull'aria condizionata: una (mezza) bufala

La tassa sull'aria condizionata, come è stata denominata, è la conseguenza di una direttiva emanata dall'Unione Europea, che obbliga al possesso di un libretto di impianto (un po' come già avviene con le caldaie anche domestiche) ed a controlli periodici, che dovrebbero essere effettuati ogni quattro anni. Non si tratta in realtà di una novità assoluta: infatti la direttiva a cui fa riferimento il nuovo obbligo è stata emessa nel 2014, con lo scopo di garantire la massima efficienza energetica per tutti i sistemi di raffreddamento e di riscaldamento. Per quanto riguarda l'aria condizionata, l'obbligo di libretto riguarderà solo gli impianti con potenza termica maggiore ai 12 kW. Questo limite di potenza esclude di fatto la maggior parte degli impianti domestici, a meno che non sia presente un alto numero di unità di condizionamento installate. Anche per gli altri comunque la nuova direttiva non introdurrà una tassa vera e propria: l'utente dovrà infatti pagare per l'emissione del libretto e per la manutenzione dell'impianto, ma non esiste di fatto alcuna tassa in merito.

Efficienza energetica e sicurezza

Oltre che per i motivi di efficienza energetica già citati, il libretto per gli impianti di condizionamento è stato introdotto anche per una questione di sicurezza. Infatti l'obbligo di controlli periodici dovrebbe garantire una maggiore efficienza e quindi sicurezza dell'impianto stesso, soprattutto nel caso di impianti di grandi dimensioni. Ne consegue che il provvedimento dovrebbe contribuire a garantire anche un minore numero di emissioni inquinanti nell'atmosfera, nell'ottica europea di riduzione delle emissioni stesse.

L'obbligo di impianto varrà sia per gli impianti di nuova installazione, sia per quelli già presenti, a patto che superino la potenza limite indicata. Il costo dell'adempimento sarà variabile, in quanto non esiste ancora uno standard per determinare il costo dell'intervento tecnico per l'emissione del libretto. Tuttavia fin da ora è già possibile smentire la stima fatta e diffusa da alcuni canali di informazione, che avevano ipotizzato un esborso di circa 200 euro per ogni famiglia.

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