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Jobs Act, jus variandi e variazione in peius

del 16/07/2015

Jobs Act, jus variandi e variazione in peius

Uno dei temi che ha suscitato grande attenzione in ambito di Jobs Act è, sicuramente  quello delle mansioni. Le modifiche apportate riguardano i vincoli ed i limiti entro cui il datore di lavoro può esercitare il potere unilaterale di variare le mansioni al proprio dipendente.

La norma di riferimento è l'art. 2103 del codice civile, che nella sua previgente formulazione prevedeva la nullità di accordi finalizzati al demansionamento del lavoratore e poneva forti limiti alla variazione delle mansioni anche in orizzontale. Ora il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto, ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte; il che significa che è sufficiente che le nuove mansioni siano previste nel medesimo livello del ccnl applicato perché non si rischi un risarcimento per il potenziale demansionamento (in precedenza i giudici valutavano non solo l’appartenenza al medesimo livello, ma soprattutto l’equivalenza delle mansioni in termini di contenuto professionale, ora è sparito qualsiasi riferimento all’equivalenza delle mansioni)

Inoltre, in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale.

Il mutamento di mansioni è accompagnato, ove necessario, dall'assolvimento dell'obbligo formativo, il cui mancato adempimento non determina comunque la nullità dell'atto di assegnazione delle nuove mansioni. Ulteriori ipotesi di assegnazione di mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, possono essere previste dai contratti collettivi.

Il mutamento di mansioni è comunicato per iscritto, a pena di nullità, e il lavoratore ha diritto alla conservazione del livello di inquadramento e del trattamento retributivo in godimento, fatta eccezione per gli elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento della precedente prestazione lavorativa.

Inoltre, nelle sedi protette di cui all'articolo 2113 o avanti alle commissioni di certificazione, possono essere stipulati accordi individuali di modifica in pejus delle mansioni, della categoria legale, del livello di inquadramento e della relativa retribuzione, nell'interesse del lavoratore alla conservazione dell'occupazione o al miglioramento delle condizioni di vita.

Nel caso, invece, di assegnazione a mansioni superiori, il lavoratore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta e l'assegnazione diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per ragioni sostitutive di altro lavoratore in servizio, dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo sei mesi continuativi.

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