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Pensioni assegno al primo del mese e rivalutazioni

del 09/06/2015

Pensioni assegno al primo del mese e rivalutazioni

La novità non è certo passata inosservata sotto gli occhi dei diretti interessati: da giugno 2015, il giorno per il pagamento delle pensioni è stato anticipato al primo del mese.

Novità non di poco conto, per chi si aggrappa all’assegno pensionistico per andare avanti. Ma i cambiamenti sono tanti. Scendiamo nel dettaglio.

Nuova data: proprio per tutti?

Ebbene sì. Precisiamo subito che la nuova data di pagamento è valida per tutti i pensionati e per tutti i tipi di cassa previdenziale.

La trattativa tra i diversi enti preposti per il pagamento è stata lunga, ma l’accordo è stato raggiunto. La data è unica, sia per chi riceve l'assegno pensionistico tramite bonifico bancario, sia per chi si reca fisicamente agli sportelli.

Come ovvio, allora, oltre che per i pensionati INPS, la nuova data vale anche per coloro che originariamente ricevevano una pensione versata dall'Enpals o dall'Inpdap (la loro gestione è passata nelle mani dell'INPS da diversi mesi).

Al momento, è giusto dirlo, il provvedimento è una sperimentazione ma, tolta la possibilità che insorgano falle insanabili nel sistema, dovrebbe rimanere in vigore d’ora in poi.

Cosa cambia e cosa no

Chi riceve più assegni pensionistici da enti diversi riceverà quanto gli spetta ancora in forma separata, ma è allo studio un provvedimento teso all’unificazione dei pagamenti rivolti a un unico destinatario.

Si vocifera che tale misura possa subentrare già dal prossimo primo di luglio, quando dovrebbe diventare definitiva anche la data di pagamento suddetta.

E le rivalutazioni?

È lo stesso decreto che ha sancito la nuova data di pagamento a dettar legge sulle rivalutazioni.

Secondo quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la rivalutazione ammonterà al 20% del dovuto per l'anno in corso e per il precedente. Nel 2016, invece, raggiungerà quota 50%.

Le somme giungeranno nelle tasche degli interessati a partire dal primo di agosto.

Offriamo lo schema attuale sulle percentuale di rivalutazione, modificato rispetto alle ipotesi dei primi giorni. L’assegno minimo è la chiave di volta per i calcoli:

100% di rivalutazione per le pensioni fino a tre volte il valore dell'assegno minimo

40% di rivalutazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo ma inferiori alla stessa cifra moltiplicata per quattro

20% di rivalutazione per gli assegni superiori a quattro volte il minimo, ma inferiori a cinque volte la stessa cifra

10% di rivalutazione per i trattamenti compresi tra le cinque e le sei volta l'assegno minino

nessun riconoscimento di rivalutazione per gli assegni superiori a sei volte il minimo INPS

La novità non è certo passata inosservata sotto gli occhi dei diretti interessati: da giugno 2015, il giorno per il pagamento delle pensioni è stato anticipato al primo del mese.

Novità non di poco conto, per chi si aggrappa all’assegno pensionistico per andare avanti. Ma i cambiamenti sono tanti. Scendiamo nel dettaglio.

Nuova data: proprio per tutti?

Ebbene sì. Precisiamo subito che la nuova data di pagamento è valida per tutti i pensionati e per tutti i tipi di cassa previdenziale.

La trattativa tra i diversi enti preposti per il pagamento è stata lunga, ma l’accordo è stato raggiunto. La data è unica, sia per chi riceve l'assegno pensionistico tramite bonifico bancario, sia per chi si reca fisicamente agli sportelli.

Come ovvio, allora, oltre che per i pensionati INPS, la nuova data vale anche per coloro che originariamente ricevevano una pensione versata dall'Enpals o dall'Inpdap (la loro gestione è passata nelle mani dell'INPS da diversi mesi).

Al momento, è giusto dirlo, il provvedimento è una sperimentazione ma, tolta la possibilità che insorgano falle insanabili nel sistema, dovrebbe rimanere in vigore d’ora in poi.

Cosa cambia e cosa no

Chi riceve più assegni pensionistici da enti diversi riceverà quanto gli spetta ancora in forma separata, ma è allo studio un provvedimento teso all’unificazione dei pagamenti rivolti a un unico destinatario.

Si vocifera che tale misura possa subentrare già dal prossimo primo di luglio, quando dovrebbe diventare definitiva anche la data di pagamento suddetta.

E le rivalutazioni?

È lo stesso decreto che ha sancito la nuova data di pagamento a dettar legge sulle rivalutazioni.

Secondo quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la rivalutazione ammonterà al 20% del dovuto per l'anno in corso e per il precedente. Nel 2016, invece, raggiungerà quota 50%.

Le somme giungeranno nelle tasche degli interessati a partire dal primo di agosto.

Offriamo lo schema attuale sulle percentuale di rivalutazione, modificato rispetto alle ipotesi dei primi giorni. L’assegno minimo è la chiave di volta per i calcoli:

100% di rivalutazione per le pensioni fino a tre volte il valore dell'assegno minimo

40% di rivalutazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo ma inferiori alla stessa cifra moltiplicata per quattro

20% di rivalutazione per gli assegni superiori a quattro volte il minimo, ma inferiori a cinque volte la stessa cifra

10% di rivalutazione per i trattamenti compresi tra le cinque e le sei volta l'assegno minino

nessun riconoscimento di rivalutazione per gli assegni superiori a sei volte il minimo INPS

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