La novità non è certo passata inosservata sotto gli occhi dei diretti interessati: da giugno 2015, il giorno per il pagamento delle pensioni è stato anticipato al primo del mese.
Novità non di poco conto, per chi si aggrappa all’assegno pensionistico per andare avanti. Ma i cambiamenti sono tanti. Scendiamo nel dettaglio.
Nuova data: proprio per tutti?
Ebbene sì. Precisiamo subito che la nuova data di pagamento è valida per tutti i pensionati e per tutti i tipi di cassa previdenziale.
La trattativa tra i diversi enti preposti per il pagamento è stata lunga, ma l’accordo è stato raggiunto. La data è unica, sia per chi riceve l'assegno pensionistico tramite bonifico bancario, sia per chi si reca fisicamente agli sportelli.
Come ovvio, allora, oltre che per i pensionati INPS, la nuova data vale anche per coloro che originariamente ricevevano una pensione versata dall'Enpals o dall'Inpdap (la loro gestione è passata nelle mani dell'INPS da diversi mesi).
Al momento, è giusto dirlo, il provvedimento è una sperimentazione ma, tolta la possibilità che insorgano falle insanabili nel sistema, dovrebbe rimanere in vigore d’ora in poi.
Cosa cambia e cosa no
Chi riceve più assegni pensionistici da enti diversi riceverà quanto gli spetta ancora in forma separata, ma è allo studio un provvedimento teso all’unificazione dei pagamenti rivolti a un unico destinatario.
Si vocifera che tale misura possa subentrare già dal prossimo primo di luglio, quando dovrebbe diventare definitiva anche la data di pagamento suddetta.
E le rivalutazioni?
È lo stesso decreto che ha sancito la nuova data di pagamento a dettar legge sulle rivalutazioni.
Secondo quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la rivalutazione ammonterà al 20% del dovuto per l'anno in corso e per il precedente. Nel 2016, invece, raggiungerà quota 50%.
Le somme giungeranno nelle tasche degli interessati a partire dal primo di agosto.
Offriamo lo schema attuale sulle percentuale di rivalutazione, modificato rispetto alle ipotesi dei primi giorni. L’assegno minimo è la chiave di volta per i calcoli:
100% di rivalutazione per le pensioni fino a tre volte il valore dell'assegno minimo
40% di rivalutazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo ma inferiori alla stessa cifra moltiplicata per quattro
20% di rivalutazione per gli assegni superiori a quattro volte il minimo, ma inferiori a cinque volte la stessa cifra
10% di rivalutazione per i trattamenti compresi tra le cinque e le sei volta l'assegno minino
nessun riconoscimento di rivalutazione per gli assegni superiori a sei volte il minimo INPS
La novità non è certo passata inosservata sotto gli occhi dei diretti interessati: da giugno 2015, il giorno per il pagamento delle pensioni è stato anticipato al primo del mese.
Novità non di poco conto, per chi si aggrappa all’assegno pensionistico per andare avanti. Ma i cambiamenti sono tanti. Scendiamo nel dettaglio.
Nuova data: proprio per tutti?
Ebbene sì. Precisiamo subito che la nuova data di pagamento è valida per tutti i pensionati e per tutti i tipi di cassa previdenziale.
La trattativa tra i diversi enti preposti per il pagamento è stata lunga, ma l’accordo è stato raggiunto. La data è unica, sia per chi riceve l'assegno pensionistico tramite bonifico bancario, sia per chi si reca fisicamente agli sportelli.
Come ovvio, allora, oltre che per i pensionati INPS, la nuova data vale anche per coloro che originariamente ricevevano una pensione versata dall'Enpals o dall'Inpdap (la loro gestione è passata nelle mani dell'INPS da diversi mesi).
Al momento, è giusto dirlo, il provvedimento è una sperimentazione ma, tolta la possibilità che insorgano falle insanabili nel sistema, dovrebbe rimanere in vigore d’ora in poi.
Cosa cambia e cosa no
Chi riceve più assegni pensionistici da enti diversi riceverà quanto gli spetta ancora in forma separata, ma è allo studio un provvedimento teso all’unificazione dei pagamenti rivolti a un unico destinatario.
Si vocifera che tale misura possa subentrare già dal prossimo primo di luglio, quando dovrebbe diventare definitiva anche la data di pagamento suddetta.
E le rivalutazioni?
È lo stesso decreto che ha sancito la nuova data di pagamento a dettar legge sulle rivalutazioni.
Secondo quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la rivalutazione ammonterà al 20% del dovuto per l'anno in corso e per il precedente. Nel 2016, invece, raggiungerà quota 50%.
Le somme giungeranno nelle tasche degli interessati a partire dal primo di agosto.
Offriamo lo schema attuale sulle percentuale di rivalutazione, modificato rispetto alle ipotesi dei primi giorni. L’assegno minimo è la chiave di volta per i calcoli:
100% di rivalutazione per le pensioni fino a tre volte il valore dell'assegno minimo
40% di rivalutazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo ma inferiori alla stessa cifra moltiplicata per quattro
20% di rivalutazione per gli assegni superiori a quattro volte il minimo, ma inferiori a cinque volte la stessa cifra
10% di rivalutazione per i trattamenti compresi tra le cinque e le sei volta l'assegno minino
nessun riconoscimento di rivalutazione per gli assegni superiori a sei volte il minimo INPS
