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Ricorsi per Multe, quando sono respinti

del 08/06/2015

Ricorsi per Multe, quando sono respinti

È un diritto sacrosanto dei cittadini: contestare una multa, o qualsiasi atto subito, se ritenuti ingiusti.

In questo articolo, tuttavia, vi parleremo della non rara possibilità in cui il ricorso sia respinto a prescindere dal merito della controversia. Vediamo in dettaglio.

Diritto al ricorso e diritto alla giustizia

Il diritto al ricorso, sempre esercitabile, può scontrarsi con il diritto alla giustizia di tutti i cittadini. Per tale ragione, il giudice ha la facoltà di respingere il ricorso stesso.

Perché? Tale opzione è legata alla constatazione che ricorrere per importi esigui significa ingolfare i tribunali, sovraccaricarli di procedimenti relativi a un valore patrimoniale conclusivo irrisorio. Ciò lede il diritto di tutti i cittadini a essere giudicati in tempi congrui.

A dirlo nero su bianco è una recente sentenza della Corte di Cassazione – la n° 4228 del 2015 – che ha applicato proprio tale principio: i giudici hanno respinto un ricorso contro una multa proprio in ragione del suo importo minimale.

Scendendo nel dettaglio, gli ermellini hanno messo al centro delle loro motivazioni il valore minimo della controversia, contraddistinta inoltre per l'esclusivo valore patrimoniale e per la totale assenza di "valori giuridicamente protetti".

Detto in parole povere: il ricorso aveva un unico fine economico e non di tutelare interessi e diritti del cittadino di diverso tipo.

Allora: quando prevale il diritto alla giustizia?

Ovviamente, il caso particolare fa la differenza. Ancora nella sentenza, si trova scritto che è possibile: "limitare il ricorso al giudice per far valere pretese di natura meramente patrimoniale, tenendo anche conto che il numero delle azioni giudiziarie non può non influire, stante la limitatezza delle risorse disponibili, sulla durata ragionevole dei giudizi, che è bene protetto dall'articolo 111 della Costituzione e dall'articolo 6 della Corte di giustizia europea". 

La volontà di limitare i tantissimi ricorsi giornalieri, d’altronde, era un proposito già dichiarato da tempo. La Corte, infatti, aveva fatto riferimento ai motivi succitati per bloccare, legittimamente, molti ricorsi avanzati in passato dagli italiani.

La precedente sentenza prendeva in esame il respingimento di un ricorso avanzato contro una sentenza emessa da un Giudice di Pace. Come nel suo più recente pronunciamento, anche allora la Cassazione aveva riconosciuto la possibilità di respingimento in base al valore della domanda (sentenza n° 4061 del 2007).

Infine, naturalmente, ricordiamo due cose ben precise a chi volesse presentare un ricorso: resta un suo diritto intoccabile, ma è sempre meglio richiedere il parere di un legale.

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