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Rivalutazione delle pensioni, le ultime

del 19/05/2015

Rivalutazione delle pensioni, le ultime

È uno degli argomenti più caldi della piazza italiana: rivalutazione delle pensioni. Ne avevamo già parlato fra le righe del nostro blog, ma la questione non è chiusa e nuove ipotesi sono all’orizzonte in questo intricato panorama.

Rivalutazione, per chi?

Ribadiamo i confini della discussione. La rivalutazione degli assegni pensionistici non riguarda coloro che percepiscono un assegno inferiore ai 1.500 euro. Per questi pensionati, infatti, non è mai stato sospeso l’incremento al costo della vita in ragione delle modeste entità del loro assegno. Dunque, lo Stato non ha debiti in sospeso. 

Altro discorso per gli “over 1500”. Secondo le ipotesi più accreditate, la soglia massima della rivalutazione stessa dovrebbe arrivare a quota 3.200 euro lordi mensili (o 3.000, secondo altre fonti). Oltre, non ci sarà alcuna restituzione statale nelle tasche dei pensionati.

Novità anche per le modalità di pagamento: le pensioni non dovrebbero essere innalzate per mezzo di un unico aumento. Si suppone che verranno individuati degli scaglioni temporali, con un aumento progressivo, dunque rateizzato nel tempo.

Tale procedura, per quanto apparentemente “ingiusta” agli occhi degli interessati, sarebbe legittima: la Consulta della Corte dei Conti non ha giudicato il blocco della rivalutazione illegittimo per principio, ne ha contestato solo la durata temporale di due anni, eccessiva a suo modo di vedere. In ogni caso, comunque, l’eventuale rivalutazione progressiva è una strada percorribile.

Chiaramente però il clima di tensione non è per niente smorzato: a seguito del pronunciamento della Consulta, da più parti è stata ipotizzata la possibilità di una class action da parte dei pensionati coinvolti. In caso di vittoria, si noti, l'INPS si troverebbe di colpo a risarcire tutti i pensionati senza esclusioni.

Si tratta solo si ipotesi, naturalmente, in quanto non si conoscono ancora le misure effettive messe in atto dal Governo, ma bastano a percepire la “temperatura” della discussione.

Copertura finanziaria: la chiave di volta

È onnipresente nella discussione politica: il muro che l'immediata applicazione della rivalutazione deve superare è quello della copertura economica.

Facciamo due conti in tasca a Padoan. Secondo le stime più accreditate, l'intera misura potrebbe aggirarsi sui 14 miliardi per le casse statali. Nel calcolo, sono state comprese sia le quote arretrate che gli adeguamenti futuri.

Quasi un punto percentuale di PIL: non sembra scontato né facile, a maggior ragione considerando che la copertura necessaria dovrebbe derivare dalla cosiddetta volontary disclosure, norma che consente agli evasori con conti all'estero di rientrare in Italia sanando la propria posizione (autodenunciandosi al fisco nazionale). Il problema, come sempre, è che quando si fa riferimento a soldi derivanti dalle casse del Fisco (lotta antievasione e dintorni), si fanno i conti – o meglio le previsioni - senza l’oste.

Il decreto che regolerà la questione potrebbe essere posticipato a settembre. Intanto, da più parti, si spinge per il subitaneo reperimento dei 2,6 miliardi necessari per il solo anno in corso. Che bella grana, insomma, sulla nostra fragile ripresa!

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