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Anatocismo, due condanne alle banche

del 08/05/2015

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Il Tribunale di Milano, con le ordinanze della Sezione VI del 25.3.2015 e del 3.4.2015, condanna ING Bank (Conto Arancio), Banca Popolare di Milano e Deutsche Bank perché non hanno rispettato la legge in materia di “anatocismo”, che consiste nel calcolo degli interessi non solo sul capitale ma anche sugli interessi già maturati.

Partiamo dall'inizio: la legge di stabilità 2014 (L. 147/2013), in vigore dal 1.1.2014, ha definitivamente eliminato (finalmente, verrebbe da dire) l'anatocismo dall'attività bancaria; in passato, in un altalenarsi di norme e sentenze che hanno più volte modificato la disciplina in materia, gli istituti di credito hanno guadagnato parecchio conteggiando gli interessi dei correntisti non solo sulle somme date in prestito ma anche sugli interessi via via generatisi, con conseguente aumento esponenziale dei costi a carico di consumatori e imprese.

Dal 1 gennaio 2014 questa prassi è stata vietata, in quanto la legge afferma che gli interessi non possono produrre interessi ulteriori, da calcolarsi solo sulla sorte capitale.

Tuttavia molte banche, come già in altre occasioni, hanno trovato il modo di continuare a praticare, anche nel 2014 e nel 2015, l'anatocismo e di disapplicare la nuova normativa, affermando che quest'ultima sarebbe stata subordinata all'emanazione di una delibera del CICR (Comitato interministeriale del credito e del Risparmio, i cui membri sono i ministri del Governo in carica) su “modalità e criteri”, delibera che guarda caso ad oggi non esiste: un'interpretazione che costituisce un bell'escamotage per ritardare l'esecuzione di una norma scomoda ...

Il Tribunale di Milano, però, con le due decisioni qui commentate, dichiara espressamente che tale prassi è illegittima: dal 1 gennaio 2014 alle banche è inibito dar corso a qualsiasi ulteriore forma di anatocismo degli interessi passivi in riferimento a contratti di conto corrente già in essere o che in futuro verranno stipulati, essendo del tutto irrilevante per l'applicazione della norma, come invece sostenevano gli istituti di credito, l'intervento regolamentare da parte del CICR.

Molto interessante è inoltre che alle tre banche coinvolte venga ordinato di pubblicare sui propri siti web e sulle principali testate nazionali i provvedimenti di condanna, che dovranno anche essere inviati anche a tutti i correntisti: insomma il Tribunale di Milano ha voluto dare massima diffusione alla nuova normativa, per rendere consapevoli i consumatori e correggere ed eliminare gli effetti negativi delle violazioni da parte delle banche.

E' un importante passo avanti nella tutela di persone ed imprese, spesso in posizione di assoluta debolezza nel rapporto bancario; certo è che con la scusa della mancata delibera del CICR, molte altre banche continuano (illegittimamente) a praticare interessi sugli interessi.

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