Il Tribunale di Milano, con le ordinanze della Sezione VI
del 25.3.2015 e del 3.4.2015, condanna ING Bank (Conto Arancio), Banca Popolare
di Milano e Deutsche Bank perché non hanno rispettato la legge in materia di
“anatocismo”, che consiste nel calcolo degli interessi non solo sul capitale ma
anche sugli interessi già maturati.
Partiamo dall'inizio: la legge di stabilità 2014 (L. 147/2013), in vigore dal
1.1.2014, ha definitivamente eliminato (finalmente, verrebbe da dire)
l'anatocismo dall'attività bancaria; in passato, in un altalenarsi di norme e
sentenze che hanno più volte modificato la disciplina in materia, gli istituti
di credito hanno guadagnato parecchio conteggiando gli interessi dei
correntisti non solo sulle somme date in prestito ma anche sugli interessi via
via generatisi, con conseguente aumento esponenziale dei costi a carico di
consumatori e imprese.
Dal 1 gennaio 2014 questa prassi è stata vietata, in quanto la legge afferma
che gli interessi non possono produrre interessi ulteriori, da calcolarsi solo
sulla sorte capitale.
Tuttavia molte banche, come già in altre occasioni, hanno trovato il modo di
continuare a praticare, anche nel 2014 e nel 2015, l'anatocismo e di
disapplicare la nuova normativa, affermando che quest'ultima sarebbe stata
subordinata all'emanazione di una delibera del CICR (Comitato interministeriale
del credito e del Risparmio, i cui membri sono i ministri del Governo in
carica) su “modalità e criteri”, delibera che guarda caso ad oggi non esiste:
un'interpretazione che costituisce un bell'escamotage per ritardare
l'esecuzione di una norma scomoda ...
Il Tribunale di Milano, però, con le due decisioni qui commentate, dichiara
espressamente che tale prassi è illegittima: dal 1 gennaio 2014 alle banche è
inibito dar corso a qualsiasi ulteriore forma di anatocismo degli interessi
passivi in riferimento a contratti di conto corrente già in essere o che in
futuro verranno stipulati, essendo del tutto irrilevante per l'applicazione della
norma, come invece sostenevano gli istituti di credito, l'intervento
regolamentare da parte del CICR.
Molto interessante è inoltre che alle tre banche coinvolte venga ordinato di
pubblicare sui propri siti web e sulle principali testate nazionali i provvedimenti
di condanna, che dovranno anche essere inviati anche a tutti i correntisti:
insomma il Tribunale di Milano ha voluto dare massima diffusione alla nuova
normativa, per rendere consapevoli i consumatori e correggere ed eliminare gli
effetti negativi delle violazioni da parte delle banche.
E' un importante passo avanti nella tutela di persone ed imprese, spesso in posizione di assoluta debolezza nel rapporto bancario; certo è che con la scusa della mancata delibera del CICR, molte altre banche continuano (illegittimamente) a praticare interessi sugli interessi.
