Confusione nel mondo dell'automobile tricolore: il pagamento della tassa regionale sulla circolazione dei veicoli, il famigerato "bollo dell'auto", sta creando un po' di confusione tra chi, fino a ieri, aveva diritto a un'esenzione.
Sono in arrivo modifiche importanti, confermate proprio negli ultimi giorni, che escludono dall'esenzione un'ampia fetta di proprietari di auto. Vediamole.
Auto storiche: si paga o no?
La Legge di Stabilità 2015 (anche in questo caso, per intenderci, stiamo parlando della manovra finanziaria) ha detto una parola definitiva su una norma da diversi mesi al centro del dibattito: l'esenzione per le auto storiche è ancora valida. Avete capito: i loro proprietari sono esenti dal pagamento della tassa regionale.
Attenzione però: quello che cambia è la definizione di auto storica.
Fino a ieri, era considerata “storica” un'auto immatricolata da almeno vent'anni. Oggi, invece, il pagamento deve essere effettuato anche dalle auto con età compresa tra i venti ed i ventinove anni.
In sintesi, dunque, servono trent'anni dalla prima immatricolazione per entrare nel novero delle “auto storiche”. I “proprietari ventennali”, fino a ieri esenti, dovranno mettersi in regola e corrispondere la tassa secondo le tariffe regionali. Non si sa ancora, argomento ancora più scottante, se le nuove regole per riconoscere un'auto storica avranno conseguenze sulle polizze auto, finora corrisposte in misura ridotta per tali autovetture.
Le regioni non decidono
Ricordiamolo, il pagamento del bollo è un tipo di tassazione sottoposto alle norme regionali.
Per tale ragione, infatti, due autovetture identiche possono pagare importi diversi per il bollo auto a seconda della regione di residenza del proprietario.
Questo è un dato di fatto. La novità, emersa in una risoluzione dello scorso primo di aprile, è la nuova disposizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, pur ribadendo l'autonomia di regioni e province autonome nel determinare le tariffe del bollo e nella riscossione del tributo, ha evidenziato come gli enti territoriali debbano perentoriamente attenersi alle disposizioni nazionali.
In sostanza: se lo Stato centrale decide sull'applicabilità del bollo a una categoria di auto (si pensi alle suddette “nuove” auto storiche), la regione o la provincia non in nessun modo applicare delle deroghe.
La doccia fredda causata da questo provvedimento, come prevedibile, sarà soprattutto per i possessori di auto storiche risiedenti nella provincia di Bolzano, in Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e (in parte) anche in Lombardia: tali regioni/province avevano deciso di mantenere l'esenzione anche per le auto con età compresa tra i 20 ed i 29 anni.
Agli automobilisti non resta che rassegnarsi alla “nuova giovinezza” dei loro veicoli e mettersi in regola.
