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Contraddittorio endoprocedimentale a tavolino

del 15/04/2015

Contraddittorio endoprocedimentale a tavolino

Dopo l'emanazione della recente sentenza delle Sezioni Uniti sull'importanza del contraddittorio preventivo, nuovi profili interpretativi si stanno sviluppando sull'applicazione dell'art. 12 della Legge 212/2000 alle verifiche c.d. a tavolino.

La recente sentenza delle Sezioni Unite n. 19667/14, con la quale è stato affermato il principio di carattere generale secondo cui incombe sugli uffici un generale obbligo di attivare sempre il contraddittorio preventivo rispetto all’adozione di un provvedimento che possa incidere negativamente sui diritti e sugli interessi del contribuente. Sulla portata del contraddittorio  è intervenuta la Corte di  Cassazione che, con ordinanza n. 24739/2013, ha precisato che il contraddittorio deve avere carattere sostanziale e non solo formale proprio per poter assolvere alla sua specifica funzione di garanzia.

Per di più, gli Ermellini, con ordinanza n. 527 del 14 gennaio 2015, hanno chiesto alle Sezioni Unite di esprimersi sulla “modalità di attivazione del principio generale del contraddittorio endoprocedimentale riconosciuto dalla sentenza n. 19667/14 al caso delle verifiche c.d.  “A TAVOLINO”.

La richiesta è stata motivata sostenendo che l’applicazione dell’art. 12. c. 7 della Legge n. 212/2000 deriverebbe da una “interpretazione analogica tendente a colmare la lacuna di regolazione del contraddittorio endoprocedimentale nelle verifiche “a tavolino” utilizzando la norma dettata per il diverso (ma analogo) caso delle verifiche in loco. In tal modo le verifiche  a “tavolino” risulterebbero equiparate, quanto a garanzia del contraddittorio endoprocessuale, alle verifiche presso i locali del contribuente.

Tale prospettiva, può aggiungersi, risulterebbe del tutto coerente col principio enunciato nella sentenza n. 19668/14 (ed in ipotesi riconfermato nell’emanda pronuncia delle Sezioni Unite), dell’esistenza di un dovere generale dell’Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, anche in difetto di una espressa disposizione di legge, ogni volte che debba essere adottato un provvedimento lesivo dei diritto e degli interessi del contribuente. Detta prospettiva supererebbe, infatti, l’orientamento, fin’ora prevalente nella giurisprudenza della Corte, che individua la ratio della garanzia del contraddittorio L. n. 212 del 2000, ex art. 12, comma 7, nella necessità di temperare lo squilibrio che si determina tra ufficio e contribuente a causa dell’accesso di personale ispettivo nei luoghi di pertinenza del contribuente medesimo e trasferirebbe detta garanzia dall’ambito del potere di indagine ( e dell’esercizio di tale potere mediante accessi) all’ambito del potere di accertamento del tributo (e del risultato dell’esercizio di tale potere, ossia la conseguente pretesa erariale.”

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