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Maternità libere professioniste, quando

del 09/03/2015

Maternità libere professioniste, quando

Le lavoratrici libere professioniste hanno diritto alla maternità? Se la risposta è affermativa: in quali casi e con quali modalità?

La legge in vigore parla chiaro. Vediamo in dettaglio la durata, gli importi e tutto quello che c’è da sapere.

Professioniste in maternità: i casi e la durata

In tre casi, le neo-mamme professioniste hanno diritto alla maternità: 

Gravidanza: per un periodo di cinque mesi, a partire dai due mesi prima del parto fino ai tre mesi di età del neonato

Affidamento e adozione: in entrambi i casi, il periodo di maternità va dai due mesi precedenti all'arrivo del bambino fino ai tre successivi. Per i minori italiani è previsto un limite di età di sei anni, esteso fino ai 18 anni nel caso di minori stranieri.

Aborto (non volontario): nel caso di un aborto terapeutico o spontaneo la donna ha diritto allo stesso periodo di maternità previsto per le nascite, a condizione che l'evento si verifichi a partire dal sessantesimo giorno ed entro 25 settimane più sei giorni dal concepimento. 

Maternità in cifre

Il principio che regola il calcolo è semplice: l'indennità della maternità è proporzionale al reddito dichiarato ai fini Irpef della professionista.

Si calcola sul secondo anno precedente a quello della nascita del bambino (o dell'adozione, affidamento o aborto) con una quota pari a 5/12 dell'80% di quanto dichiarato.

Sul calcolo dell'importo si è già pronunciata la Cassazione con una sentenza che ha stabilito che il calcolo va effettuato in base al reddito del secondo anno precedente.

La Cassazione, inoltre, ha specificato che il calcolo va fatto tenendo presente la legge in vigore al momento dell'evento, non le eventuali modifiche entrate in vigore al momento della presentazione.

Un esempio pratico per capirci meglio. Supponiamo che la libera professionista abbia dichiarato un reddito ai fini Irpef pari a 30.000 euro. La somma va divisa per dodici parti (si calcola così la media mensile) e moltiplicata per cinque (il periodo di durata della maternità).

Il risultato è che la donna, nei mesi di maternità, avrebbe potuto raggiungere un reddito di 12.500 euro. La cifra percepita sarà quindi pari in totale a 10.000 euro, cioè all'80% di 12.500 euro.

Secondo quando descritto, evidentemente, l'indennità di maternità è proporzionale al reddito dichiarato e, in alcuni casi, potrebbe anche raggiungere quote pari allo zero (nel caso di chi abbia dichiarato redditi bassi, addirittura un passivo nel periodo di riferimento).

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