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Jobs act, cosa cambia per il lavoro

del 24/10/2014

Jobs act, cosa cambia per il lavoro

Il Governo ha da poco presentato le linee guida della nuova manovra di stabilità. Le maggiori novità esposte dal premier Matteo Renzi arrivano dal settore Lavoro, ed interesseranno principalmente i lavoratori dipendenti.

La Jobs Act, così è stata denominata la riforma del lavoro fortemente voluta dal Governo, ha messo le basi per il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, finalizzati in particolar modo alla tutela dei lavoratori con contratti atipici come quelli a progetto, e per l’estensione dei perimetri di intervento dell’Assistenza Sociale Per l’Impiego, con una spesa totale di circa 1,5 miliardi di euro.

La finanziaria 2015-2017 ha fissato, inoltre, nuove disposizioni in materia fiscale per tutti i datori di lavoro che decideranno di assumere a tempo indeterminato. Gli sgravi messi a punto per il prossimo biennio hanno l’intento di favorire il rilancio dell’occupazione in Italia, soprattutto giovanile, che negli ultimi anni ha toccato preoccupanti livelli di allarme.
Nello specifico, le assunzioni a tempo indeterminato permetteranno alle aziende di godere di facilitazioni fiscali sui contributi da versare nelle casse dello Stato, fino ad un massimo di 6.200 euro all’anno, per dipendente. La detrazione ha validità triennale ma non potrà essere deliberatamente applicata a tutte le assunzioni definitive. Esistono infatti alcuni paletti che ne delimitano la fruizione: tali limitazioni sono connesse allo status dei lavoratori. Sono esclusi dal provvedimento tutti i lavoratori assunti negli ultimi 6 mesi, e quelli appartenenti al settore domestico ed agricolo.
Il fondo stanziato dalla manovra, che si attesta su una cifra attorno ai 3 miliardi di euro spalmata fino al 2017, sarà quindi utilizzabile dalle aziende per assumere coloro che sono in cerca di una prima occupazione o che, da più di 6 mesi, si trovano disoccupati.

Le novità riguarderanno anche la conferma di ciò che il Governo ha già fatto nell’anno in corso. La manovra definisce infatti le coperture per il bonus da 80 euro, entrato in vigore lo scorso maggio, e che sembra destinato a proseguire anche nel biennio 2015-2017. La detrazione della trattenuta Irpef sulla busta paga dei lavatori dipendenti allargherà inoltre il suo bacino: oltre a coloro che già stanno beneficiando del bonus fiscale, sono state fissate nuove soglie di reddito, per l’intero nucleo familiare, sotto il quale è possibile far valere lo sgravio. Fino a 26 mila euro lordi, per le famiglie a reddito unico e senza figli, fino a 50 euro lordi per coloro che hanno carico 4 figli. Una manovra che, si stima, impatti sulle casse dello Stato per circa mezzo miliardo di euro.

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