Secondo quanto riportato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) l’'area dell'euro è destinata a crescere a un tasso dello 0,8% nel 2014 e del 1,1% nel 2015 con prospettive di crescita ampiamente differenti tra le maggiori economie dell'area dell'euro. Per la Germania si prevede una crescita dell’1,5% sia nel 2014 che 2015, per la Francia si prevede una crescita dello 0,4% nel 2014 e dell'1% nel 2015, mentre l'Italia subirà una riduzione dello 0,4% nel 2014 ed un guadagno di appena lo 0,1% nel 2015.
Secondo l’OCSE, l’economia statunitense crescerà del 2,1% quest'anno e del 3,1% nel 2015, mentre il PIL del Regno Unito è destinato a crescere del 3,1% nel 2014 e del 2,8% nel 2015.
Il tasso di disoccupazione salirà nel 2014 dal 12,2% al 12,8%, e dovrebbe iniziare a scendere solo nel 2015, quando è previsto che si riduca al 12,5%. La lenta ripresa dalla recessione continuerà nel corso del 2014, e la crescita aumenterà più avanti nel 2015. L'accrescersi della fiducia aiuterà sia il consumo che gli investimenti, con il contributo aggiuntivo di modesti tagli alle tasse che daranno una spinta alle entrate domestiche.
Il debito pubblico non inizierà a scendere prima del 2016 a causa della crescita debole e della bassa inflazione. Il calo dei prezzi al consumo nell'area euro potrebbe trasformarsi in deflazione, e la BCE dovrà attuare nuove misure per allineare l'inflazione agli obiettivi. Si rendono necessarie inoltre nuove misure di stimolo non convenzionali, se l'inflazione non dovesse dare segno di tornare nei ranghi.
