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Arrivano le ferie solidali anche in Italia

del 08/09/2014

Ad oggi, la possibilità di “regalare le proprie ferie” esiste già in Francia. A breve, se sarà dato seguito legislativo alla proposta della senatrice leghista Emanuela Munerato, sarà forse possibile anche qui da noi.

Di cosa si tratta precisamente? Della semplice possibilità, a costo zero per le aziende, di cedere i giorni di ferie (e/o permessi) ai colleghi in difficoltà, ad esempio, per assistere un parente malato o far fronte a gravissime situazioni familiari.

Dalla Francia all’Italia

Tutto parte da un’iniziativa privata francese. Il papà di Mathys Germain, un bambino di dieci anni affetto da tumore, si è visto devolvere dai suoi colleghi i giorni di ferie necessari per assistere il figlio. La storia, purtroppo, non si è risolta positivamente per il piccolo, ma la solidarietà dimostrata dai colleghi è divenuta legge per l’intero Paese.

Si tratta, infatti, di una proposta lodevole e senza costi aggiuntivi, ben accolta dalla Commissione lavoro di Palazzo Madama e inserita nel tanto atteso 'Jobs Act'.

Ogni azienda, sia pubblica che privata, stabilendo un 'principio di solidarietà' fra i propri dipendenti potrà consentire lo scambio di giorni di ferie da un addetto a un altro. Quest’ultimo, secondo la correzione apportata dal governo, 'potrà prendersi cura del figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute'. La cessione delle ferie o dei riposi è, però, vincolata 'compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali e alle ferie annuali retribuite'.

La Lega Nord che si è battuta per inserire questa norma anche nel nostro ordinamento ha presentato l'iniziativa come simbolo di 'grande civiltà'. Tuttavia, è giusto dirlo, sono tante le questioni aperte da risolvere prima che la normativa vada in porto.

Nello specifico, sarà necessario far convergere le divergenze politiche della maggioranza sulle modifiche all'articolo 18 (che prevede la possibilità di licenziare nelle aziende con minimo 15 dipendenti soltanto se il licenziamento abbia una «giusta causa, o un giustificato motivo») e allo Statuto dei lavoratori. Su quest'ultimo punto è intervenuto Maurizio Sacconi,  ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e attuale presidente della commissione lavoro del Senato e relatore di maggioranza, che invoca l'importanza di una delega ampia del governo per riordinare lo Statuto.

In ogni caso, siamo sicuri che se la proposta verrà approvata il nostro Paese starà muovendo un passo importante verso un welfare dove 'l'azienda sarà concepita come una comunità di persone in cui è possibile dotarsi di servizi solidali'. Speriamo bene!

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