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Economia e ingegneria elettronica al lavoro

del 01/09/2014

Economia e ingegneria elettronica al lavoro

E’ un dato che si riconferma già da diversi anni: i laureati in Economia e quelli in Ingegneria elettronica e dell'informazione sono i più occupati dopo il completamento del percorso di studi.

A dirlo, anche per quest’anno, le previsioni di assunzione di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Nel dettaglio, le stime parlano di 18.800 assunzioni stagionali e non, previste per gli economisti, e di 8.400 per gli ingegneri.

La fonte è il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che raccoglie le intenzioni occupazionali del mondo imprenditoriale dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi.

Attenzione però: il primato degli economisti viene quasi eguagliato se si considera la somma complessiva delle assunzioni previste per i laureati nei vari indirizzi della facoltà di Ingegneria, che tocca quota 18.400. Di queste, 5.600 sono occupate dagli ingegneri industriali (al terzo posto per la facilità di occupazione), 1.500 dagli indirizzi civile e ambientale e 3.200 dai restanti ambiti. Al quarto e al quinto posto nella classifica dei neo occupati sono i laureati nelle materie dell'insegnamento e della formazione (5.200) e quelli con indirizzo sanitario-paramedico (4.900).

E chi non prende la laurea? Se non tutti proseguono il corso di studi, è fondamentale per entrare nel mercato del lavoro, almeno completare la scuola secondaria o concludere la formazione professionale. Nell’Italia di oggi, infatti, le figure a più bassa qualificazione trovano sempre meno spazio, in assoluta negazione del luogo comune secondo cui “i titoli sono solo pezzi di carta”.

Fra i diplomi, il più richiesto è l'amministrativo-commerciale (48.300 assunzioni stagionali e non stagionali), seguito dal turistico-alberghiero (41.400), in forte aumento di domanda, e da quello meccanico (20.200).

Ma, quasi come un cane che si morde la coda, per trovare più facilmente lavoro bisogna già aver lavorato: se la laurea e il diploma sono condizioni importanti per l'inizio di un rapporto di lavoro, infatti, anche l'esperienza lavorativa pregressa conta più che in passato. Nell’anno in corso, le assunzioni stagioni di persone con alle spalle esperienza di lavoro hanno rappresentato il 57,2% del totale, contro il 56,1% del 2013.

Per i laureati, il dato cresce al 65,6% (62,9% nel 2013); per diplomati e possessori di qualifiche professionali raggiungiamo il 60%.

Infine, ripetendo il classico mantra dello scollamento tra formazione scolastico/universitaria e mondo del lavoro, nel 77,6% dei casi di assunzione di laureati, le imprese impongono un periodo di formazione aggiuntiva, basata su corsi "strutturati" all'interno e all'esterno dell'azienda e nell'affiancamento dei neo-assunti a colleghi già esperti. Nel mondo dei diplomi e delle qualifiche professionali il dato si abbassa.

In conclusione, rivolgiamo un grande “in bocca al lupo” ai tanti giovani in cerca di lavoro nel nostro Paese.

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