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Al via i primi interventi per i lavoratori

del 19/03/2014

80 euro di media in più in busta paga. È questo il primo intervento previsto dal neo Governo Renzi. Il premier, come da lui stesso dichiarato in conferenza stampa all'inizio alla prestazione del programma “la Svolta Buona”, avrebbe preferito che entrasse in vigore prima. L'aumento in busta paga per i lavoratori, invece, dovrebbe essere effettivo dal prossimo 27 maggio, due giorni dopo la data delle elezioni europee che Renzi, evidentemente, contava di vincere anche grazie a questo provvedimento. L'aumento è previsto per i lavoratori che non percepiscono più di 25mila euro lordi annui di stipendio. E se quei soldi arriveranno davvero nelle tasche degli italiani, faranno aumentare il PIL dello 0,3%-0,4%. Un percentuale notevole se si pensa alla lentezza della nostra economia.

«La riduzione dell’Irpef concentrata sui contribuenti delle fasce di reddito più basse è una scelta giusta perché sono le famiglie che hanno la propensione al consumo più alta», queste le parole di Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma, società di studi economici bolognese, che ha commentato le intenzioni del Governo. De Nardis ha anche aggiunto che «i 5-6 miliardi di maggiori spese di questi consumatori potrebbero accrescere il Pil anche di uno 0,3% nel 2014, quando la riduzione Irpef è di 6,6 miliardi».

Le prospettive, dunque, si presentano più che ottimiste soprattutto per chi guadagna meno di 1500 euro al mese, ma non è detto che ne trarrà giovamento l'aumento dei consumi. Per la situazione delle famiglie monoreddito con meno di 25mila euro all'anno l'aumento di 80 euro potrebbe non ricadere nell'aumento dei consumi bensì potrebbe servire a sanare le varie situazioni debitorie. È quindi poco probabile che il settore del commercio (né tanto meno dell'industria) possa trarre giovamento da questa manovra che, a dire il vero, risanerà ben poco la situazione di crisi che l'Italia sta vivendo. Non dobbiamo infatti dimenticare che questo esiguo aumento finirà, forse, solo nelle buste paga dei dipendenti. Le altre categorie, altrettanto se non più deboli come i cassintegrati, i disoccupati o i pensionati, non avranno nulla.

Il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi ha risposto con un laconico “no comment” a chi, a margine dell’inaugurazione di un punto vendita Salaroli, a Cesena, gli chiedeva una replica sulle indiscrezioni secondo cui il Governo avrebbe tagliato il cuneo fiscale agendo solo sul fronte dell’Irpef. L'unico commento che si è lasciato sfuggire Squinzi faceva riferimento al costo del lavoro: “L’abbassamento delle tasse è sicuramente una cosa giusta, però per noi prioritariamente bisogna ridurre il costo del lavoro". Questa strada, secondo il presidente di Confindustria, è l'unica possibilità per restituire competitività alle industrie italiane e per attrarre investitori esteri.

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