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In aumento sofferenze bancarie per l'Abi

del 19/03/2014

Secondo quanto indicato nel rapporto mensile dell’Abi relativo al mese di febbraio, la rischiosità dei prestiti delle banche del nostro Paese è in costante crescita. Una tendenza, questa, che ha fatto raggiungere un record massimo al rapporto tra sofferenze lorde su impieghi, che a gennaio ha registrato un valore pari all’8,4%. Si tratta, nello specifico, di un valore che ha raggiunto il 14,2% per i piccoli operatori economici (11,9% a gennaio 2013), il 13,4% per le imprese (9,7% un anno prima) e il 6,5% per le famiglie consumatrici (5,7% a gennaio 2013). Oltre alla scarsa qualità del credito, desta preoccupazione anche la graduale flessione al ribasso degli impieghi che nel corso del mese di febbraio hanno perso il 3%, essendo comunque in calo del 4,5% dallo scorso mese di novembre. Gianfranco Torriero, Chief Economist dell’Abi ha evidenziato come vi sia “una tendenza che inizia a emergere, dobbiamo vedere se proseguirà nelle prossime settimane”. Con riferimento agli impieghi, a febbraio sono stati pari a 1.885 miliardi, con un calo del 2,97% dal 3,29% registrato a gennaio. Per quel che concerne i prestiti a famiglie e imprese, che sono stati in totale 1.430 miliardi, il decremento è stato del 2,86%. Le sofferenze hanno fatto registrare un’ulteriore crescita: in gennaio, il dato al lordo delle svalutazioni è stato di 160,4 miliardi, vale a dire 4,5 miliardi in più rispetto a dicembre 2013 e 34,3 miliardi in più su base tendenziale. Sono state pari a 80,5 miliardi le sofferenze nette totali registrate a gennaio. Il dato ha posto in evidenza un aggravio su base mensile di 555 milioni e su base annua di circa 16,1 miliardi (+25% l'incremento annuo). A febbraio, l’Abi ha stimato un portafoglio titoli delle banche italiane pari a 1.031,3 miliardi di euro, con un’impercettibile variazione rispetto a gennaio.

Per quanto concerne i tassi di interesse, si evidenzia che per i tassi praticati sui nuovi finanziamenti per l'acquisto di case, il livello raggiunto è il minimo da settembre 2011: in sostanza, questo tasso dal 3,5% di gennaio è passato al 3,44% di febbraio, laddove nel 2007 era al 5,48%.

Il rapporto dell’Abi sottolinea ancora che la raccolta sta risentendo degli andamenti registrati negli ultimi mesi, mettendo pertanto in risalto un graduale rallentamento della raccolta proveniente da depositi contestualmente a un’eccessiva fuga della componente a medio lungo che da un anno ha fatto registrare perdite pari all’incirca al 10%. "Un dato che penalizza l'erogazione dei prestiti a medio e lungo termine", spiega il rapporto dell’Abi. Dunque, pur segnando un calo del 2,23%, il totale di febbraio è stato 1.717 miliardi. Un tale risultato è stato ottenuto calcolando, da un lato, il lieve incremento dell'1,12% per la predominante raccolta da depositi e, dall’altro, la graduale perdita del 9,36% a 509 miliardi per le obbligazioni.


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