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Affitti in nero all'Università, progetto a Bologna

del 04/03/2014

Affitti in nero all'Università, progetto a Bologna

Bologna, già dal 2009, ha dichiarato guerra appunto agli affitti in nero, grazie al progetto “Affitti in nero… convenienza zero”.

Tale iniziativa, frutto dell’accordo tra la Guardia di Finanza di Bologna e alla locale Università Alma Mater, si è ulteriormente rilanciata con l’ultima edizione “Affitti in nero… convenienza 0.2” che, oltre al coinvolgimento delle precedenti istituzioni, ha visto scendere in campo anche l’Agenzia delle Entrate e la ER.GO. (l’Agenzia Regionale per il diritto allo studio dell’Emilia Romagna) e il Comune di Bologna.

Grazie alle collaborazioni istituzionali attivate con tale progetto, le indagini svolte dalla Guardia di Finanza nell’ultimo quinquennio hanno consentito di accertare irregolarità pari al 45%, per una evasione accertata di quasi 16 milioni di euro. Oggi grazie alla nuova iniziativa messa in campo con la nuova edizione del progetto, si potrà intensificare la lotta all’evasione usufruendo di una più ampia banca dati soprattutto grazie ad un maggiore ed articolato coinvolgimento di soggetti istituzionali. Il progetto, comunque, non si limita solo ad un’attività di indagine patrimoniale e fiscale, ma anche ad intensificare strumenti di informazione e di prevenzione. Infatti a tale riguardo è stata prodotta una guida, “Studia e vivi Bologna”, che orienta gli studenti nella ricerca degli alloggi in affitto, nonché sulle modalità per accedere agli alloggi ER.GO. e dell’Università di Bologna.

La Guardia di finanza, nell’intento di prevenire casi di evasione fiscale, ha attivato una mail, helpaffitti.bologna@gdf.it , per chiedere informazioni e segnalare irregolarità. A tale proposito, le stesse Fiamme Gialle, evidenziano che le segnalazioni vanno verificate, suggerendo comunque all’inquilino di procedere alla registrazione del contratto o della scrittura privata in suo possesso, acquisendo il diritto ad ottenere, dall’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate, un contratto quadriennale, rinnovabile, ad un canone notevolmente inferiore rispetto a quello praticato in modo illegale.

In tale ambito risulta importante la collaborazione di Er.Go. che potrà concedere le borse di studio agli studenti fuori sede solo se gli stessi dimostrano di avere un regolare contratto di affitto. Il possesso di tale requisito ha determinato, solo a Bologna, la revoca di 65 borse di studio su 3mila in quanto gli studenti avevano in corso contratti irregolari e non sanabili.

La problematica degli affitti a nero, ovviamente, non riguarda solo Bologna e in questi ultimi anni si stanno intensificando collaborazioni tra istituzioni in tutta Italia per sconfiggere e prevenire tale fenomeno con l’adozione di interessanti progetti ed iniziative di sostegno alla prevenzione. Non ultimo il caso che vede protagonisti i Comuni di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini, l’Alma Mater e l’Agenzia delle Entrate per la promozione di iniziative volte a contrastare forme di illegalità che provocano danni economici sia delle famiglie degli studenti dei campus che all’intera comunità universitaria.


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