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In maggio accordo con Svizzera per i capitali

del 05/02/2014

In maggio accordo con Svizzera per i capitali

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, ha incontrato ieri la consigliera federale svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf, addivenendo con quest’ultima alla manifestazione dell’auspicio di concludere l'accordo sul fisco con la Svizzera entro il mese di maggio in concomitanza con la visita in Svizzera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’obiettivo è di far rientrare nell’ambito della tassazione italiana i capitali esportati illegalmente all’estero, nello specifico presso le banche site nel territorio della Confederazione elvetica. Al momento le cifre sono orientative, in quanto non essendovi una "disclosure" quantitativa da parte della Svizzera non ci si può basare su dati certi; in pratica, si parla di 120-180 miliardi di euro che hanno oltrepassato i confini senza lasciare alcuna tracciabilità ai fini fiscali. In ogni caso la Confederazione elvetica sembra aver cambiato politica, in quanto già con altri Paesi europei si è attivata stipulando accordi analoghi a quello che concluderà con l’Italia a maggio. Sul punto, proprio in occasione della sua visita a Berna, il ministro Saccomanni ha sottolineato che l’Italia è chiamata a “chiarire che non è possibile prevedere forme di anonimato nel nostro regime e forme di riduzione delle sanzioni diverse da quelle previste dalla nostra legge. Non ci saranno accordi più favorevoli rispetto alle norme nazionali. Chi ha capitali in Svizzera deve capire che si sta chiudendo il cerchio, erano in una situazione per cui a livello internazionale c'erano Paesi che garantivano l'anonimato, ora i giorni per gli evasori che non mettono in ordine i conti con il proprio Paese sono numerati".

Nei giorni scorsi, inoltre, il presidente della Repubblica ha firmato il decreto sulla volontary disclosure, atto che ha rimarcato l’urgenza italiana di addivenire alla conclusione dell’accordo con la Svizzera. Il recente intervento normativo infatti prende a riferimento il rientro dei capitali all'estero, oltre a contenere disposizioni mirate a fermare la politica dell’anonimato per usufruire dei benefici per il rientro dei capitali detenuti illegalmente all'estero. Proprio la questione dell’anonimato è una delle tematiche focali in seno all’accordo che dovrà essere firmato con la Svizzera, si tratta in realtà di un nodo mai sciolto che potrebbe giungere a una definitiva soluzione proprio entro maggio.

C’è comunque da dire che se il nostro Paese avrà tutto da guadagnare qualora l’accordo dovesse finalmente concludersi, per la Svizzera potrebbero verificarsi ingenti emorragie di denaro. Infatti, nel momento in cui la Confederazione elvetica dovesse sottoscrivere il protocollo con l’Italia, potrebbe palesarsi l’eventualità che non pochi capitali abbandonino le banche svizzere in cerca di nuovi paradisi fiscali. Allo stesso tempo però la Svizzera non può permettersi di indugiare, perché intende uscire ben presto dalla black-list internazionale nella quale sono stati inseriti tutti i Paesi che fanno concorrenza fiscale sleale all'Italia, temendo di doverne sopportare in futuro le relative penalizzazioni. Fin qui quindi le novità verificatesi nei giorni scorsi, da ora fino a maggio si attendono ulteriori risvolti prima di approdare alla definitiva stipula del tanto atteso accordo.

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