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Sfratti incolpevoli, forse proroga per il 2014

del 30/01/2014

La questione è scottante. Ci ricorda, ancora una volta, che al di là degli indicatori statistici in rialzo, c’è un paese reale ancora in grandissima sofferenza sociale ed economica.

La richiesta di proroga per gli sfratti incolpevoli, formulata dall’Unione Inquilini attraverso il suo Segretario Nazionale, Walter De Cesaris, è stata inserita attraverso alcuni emendamenti al Decreto Mille Proroghe e presentata in Senato dai Senatori Loredana De Petris e Francesco Campanella del M5S.

La crisi che i cittadini italiani stanno attraversando da diversi anni significa, in molti casi, non poter onorare i costi dell’affitto mensile dell’appartamento in cui si vive. Dovendo sceglier fra mangiare o pagare l’affitto, bivio indecente di ogni situazione d’indigenza, milioni d’inquilini si ritrovano ovviamente a mettere in secondo piano il pagamento degli oneri di locazione.

La proroga richiesta, giusto precisarlo, è relativa agli sfratti incolpevoli. Si tratta di quelli sfratti che sono determinati da precarie condizioni economiche, sia di famiglie che di singoli cittadini.

 Walter De Cesaris, lanciando un urlo di allarme, si fa così portavoce dei più deboli, richiedendo esplicitamente che si facciano pressioni sul governo Letta al fine di approvare l’istanza e mettere al sicuro le migliaia di inquilini in balìa dell’incubo di ritrovarsi d’improvviso in mezzo a una strada.

De Cesaris è inamovibile e, addirittura, denuncia scorrettezze a danno dei cittadini meno abbienti operate da parte dell’esecutivo:

Il decreto Mille Proroghe, all’art.8, affronta la questione della proroga dell’esecuzione degli sfratti. Come abbiamo denunciato, si tratta di un intervento finto, in quanto esclude dal suo ambito oltre il 90% degli sfratti in corso. Il provvedimento del Governo, infatti, interessa esclusivamente gli sfratti per finita locazione (nel 2013 solo 6500 su un totale di circa 68 mila sentenze esecutive) e per limitate categorie: redditi bassi con presenza di anziani, minori, malati terminali, portatori di handicap gravi. Inoltre, la proroga è stata limitata al giugno del 2014, ben sapendo che i Comuni sono privi di mezzi e disponibilità per poter fornire risposte anche a quei limitatissimi nuclei oggi interessati dalla proroga. Vengono esclusi gli sfratti per morosità (circa 60.500 nuove sentenze esecutive solo nel 2012) che rappresentano ormai oltre il 90% degli sfratti emessi in Italia”.

L’Unione Inquilini ha messo subito a disposizione alcuni dati a sostegno delle sue tesi. Negli ultimi 10 anni, nel nostro paese, la situazione in merito agli sfratti è fortemente cambiata: siamo passati da meno di 40 mila sfratti  l’anno a circa 70 mila, con un incremento netto degli stati di morosità pari 120%. I dati, oggettivamente, hanno tratti inquietanti.

Inoltre, a causa dell’annosa crisi economica, non si evidenziano differenze notevoli, come era un tempo, fra le regioni del Nord del Centro e del Sud.

Continua De Cesaris:

Ci sono novità legislative significative che potrebbero permettere di connettere la necessaria proroga delle esecuzioni a un intervento vero di programmazione sul territorio al fine di consentire l’esecuzione degli sfratti solo con il passaggio da casa a casa. Il Governo deve varare nei prossimi giorni un decreto in cui definire i requisiti per poter accedere ai previsti contributi per la morosità incolpevole e i Prefetti possono intervenire con misure di graduazione al fine di connettere l’esecuzione degli sfratti con i percorsi di accompagnamento sociali che le regioni devono introdurre, anche con la costituzione di commissioni comunali”.

La questione è molto delicata. La povertà dilagante è il nervo scoperto del nostro intero sistema nazionale. Quello che, troppo spesso, l’attuale governo sembra non vedere.

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