Il settore imprenditoriale italiano, in particolare le
aziende che hanno erogato beni e servizi alla Pubblica Amministrazione senza
riceverne ancora il giusto compenso, attendevano per lo scorso 20 dicembre
delle informative in merito allo stato del saldo messo in cantiere dallo Stato.
Infatti il Ministero dell’Economia e delle Finanze avrebbe dovuto pubblicare
proprio quel giorno un nuovo aggiornamento dei dati relativi al pagamento dei
debiti dell’Amministrazione Pubblica.
Pubblicazione, questa, che non è mai avvenuta, quindi a nessuno è ancora dato di conoscere l’ammontare complessivo dei pagamenti che ha effettuato nel corso dell’anno passato la Pubblica Amministrazione al fine di saldare i debiti contratti con le imprese.
Andando più nel dettaglio, si evidenzia che ben due
interventi normativi, il decreto legge n. 35 e il decreto legge n. 102 entrambi
del 2013, avevano sbloccato 27 miliardi di euro da destinare alle operazioni di
saldo dei debiti contratti con le imprese fornitrici di beni e servizi.
A questo punto, non essendovi stato alcun aggiornamento sullo stato dell’opera, risulta legittimo chiedersi a che punto stanno. Una lecita domanda che si è posta proprio la CGIA di Mestre, mettendo il dito in questa profonda piaga inflitta dallo Stato al circuito imprenditoriale italiano, che già di per sé non godeva di un’ottima salute.
L’incognita quindi si sta protraendo da circa un mese e
sul punto l’associazione di categoria veneta ha espresso non poco
sbigottimento, soprattutto alla luce dei grandi proclami che hanno accompagnato
le operazioni di saldo dei debiti.
Il governo Letta si è ampiamente profuso a
sensibilizzare sull’argomento attraverso una campagna mirata, che però a quanto
pare non ha dato molti frutti se già a priori manca il tassello principale, vale
a dire una chiara e trasparente comunicazione. Sul punto l’indignazione del
segretario generale della Cgia è palese e abbastanza condivisa da un’ampia
fetta del mondo imprenditoriale.
Si ritiene infatti paradossale che “ad oggi non si conosca l’ammontare dei pagamenti effettuati al 31 dicembre dello scorso anno. L’ultimo dato disponibile è del 29 novembre e dei 27 miliardi messi a disposizione nel 2013 ne erano stati pagati poco più di 16, vale a dire il 60% circa – ha esordito Giuseppe Bortolussi - Ci sono dei problemi tecnici? C’è qualche intoppo nella rendicontazione? Il Ministero chiarisca e consenta a tutti noi di capire come sta andando la procedura di pagamento dei debiti della PA che per il 2014 dovrebbe mettere sul piatto altri 20 miliardi di euro”. Ora le imprese rimangono in attesa dei giusti chiarimenti.
