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Canone Rai Strasburgo: tassa legittima

del 13/01/2014

Senza dubbio da quando il web è entrato nella nostra quotidianità ha cambiato la nostra vita. C'è chi dice che l'abbia peggiorata, chi invece che l'abbia resa migliore. Quel che è certamente fuori discussione è che internet ha reso il traffico di informazioni veloce come mai è successo nella storia. E ne arrivano tante, di informazioni, così tante da creare il fenomeno definito overflow informativo ovvero la ricezione di una quantità di informazioni esorbitante che rende difficile identificare quelle vere e utili delle bufale.

Una notizia che è rimbalzata su tutti i social network e che ha fatto gioire molti, rivelandosi però una bufala, è stata quella che riguarda l'illegittimità del canone Rai. La notizia circolata velocemente citava una non meglio definita sentenza dell'Alta Corte Europea dei diritti dell'uomo, del 30 dicembre 2013, che avrebbe dichiarato illegittima la tassa di possesso del televisore. La bufala, succulenta per molti, si è espansa a macchia d'olio in tempi record grazie anche alle straordinarie praterie della Rete che consentono a chiunque di diffondere qualsiasi cosa. Gli utenti dei social network hanno ripreso in massa la notizia e perfino qualche testata nazionale ci è cascata.

Questa è una delle tipiche bufale assolutamente vere (o meglio, verosimili) che il web ci regala. In effetti l'Alta Corte dei Diritti umani di Strasburgo si è pronunciata sulla legittimità del canone Rai. Un cittadino di Vicenza, infatti, aveva fatto richiesta di sospensione dell'abbonamento nel 1999 e quattro anni più tardi la Guardia di Finanza è andata a casa sua a suggellare l'apparecchio, esattamente come dice la legge. Il cittadino italiano ha però ritenuto questo provvedimento una violazione della sua proprietà privata e del suo diritto di essere informato da parte degli altri canali televisivi privati. Si è così rivolto alla Corte dei diritti umani che ha rigettato il ricorso del vicentino giudicandolo "palesemente infondato".

Ma nonostante questo, ormai la "macchina della bufala" era partita, così perfino l'Agenzia delle Entrate si è dovuta scomodare per evitare la rivolta popolare sul pagamento di una delle tasse più odiate e più evase dai cittadini. Attraverso il suo sito, l'Agenzia ha diramato un comunicato in cui informava che la notizia dell'illegittimità del canone Rai è "destituita di ogni fondamento". Anzi, prosegue l'Ente, "la Corte Europea si è pronunciata con decisione 33/04 del 31 marzo 2009, affermandone la piena legittimità". Quindi, chiunque possieda un apparecchio capace di ricevere programmi radiotelevisivi è tenuto a pagare il canone entro il 31 Gennaio 2014, senza discussioni, 113,50 euro.

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