Consulenza o Preventivo Gratuito

Comunione dei beni e quote societarie

del 20/11/2013

La norma generale, in tema di comunione legale dei coniugi, è che tutti i beni entrati nel patrimonio successivamente al matrimonio divengono parte della comunione e sono: gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali; i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati. La regola dettata dall’art. 177 c.c. non è da intendersi in senso assoluto poiché sono previste una lunga serie di eccezioni ai beni che ne devono necessariamente farne parte, oltre alla possibilità di scelta del coniuge che ne sarebbe titolare, di farli rientrare in comunione.

Secondo le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 22755 del 28 ottobre 2009) l'esclusione dalla comunione può essere convenuta dai coniugi solo se il denaro impiegato per l'acquisto sia di esclusiva titolarità di uno di essi, perché gli apparteneva prima del matrimonio, perché  frutto di successione o di donazione o perché derivante dall'alienazione di beni di proprietà personale del coniuge che effettua il nuovo acquisto.

L'acquisto di beni immobili o di beni mobili registrati, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge. Però questa dichiarazione non basta a escludere il bene acquistato dalla comunione, in quanto occorre che, oltre a questo dato formale, vi sia anche l'effettivo utilizzo di denaro proprio del coniuge acquirente.

Altre importanti eccezioni al regime di comunione  dei beni  le troviamo all’art. 179 c.c. il quale dispone che “i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione” non costituiscono oggetto della comunione e sono personali del coniuge.
Di conseguenza ciò che viene ereditato dal coniuge rimarrà nella sua esclusiva proprietà, salvo una sua espressa disposizione in senso contrario.

Pertanto, anche se si tratta dell'acquisto di beni per l'esercizio della professione di uno dei coniugi, tali beni "cadono" in comunione se non è stato impiegato denaro "personale" del coniuge in questione, dunque egli può autonomamente acquistare, col prezzo del trasferimento dei beni personali, altri beni di sua proprietà esclusiva.

Per quanto concerne invece i beni dell’impresa del coniuge, cadono in comunione solo gli “incrementi dell’impresa” quando questa è costituita prima del matrimonio: invece se la società preesiste alla successione (ovvero è già costituita), la quota rientrata nel patrimonio del coniuge per effetto della successione dovrà considerarsi anch’essa un bene personale e dunque non rientrante nel regime di comunione.
Riguardo agli incrementi nella partecipazione, essi rientrano invece nella comunione ex art 177 lettera a): anche se effettuati durante il matrimonio ad opera di uno solo di essi, perché  non sono considerati beni personali dei coniugi (Cass. Civile Sentenza 2 febbraio 2009, n. 2569).
Dunque nel caso in cui il coniuge sia divenuto socio a seguito di successione, potrà vantare la proprietà esclusiva unicamente sulle quote ereditate; qualora si realizzassero degli incrementi, questi invece entrerebbero in comunione.
E’ fatta salva  in capo ai coniugi la facoltà di estendere la comunione dei beni anche alle quote ereditate da uno di essi.

vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
Accordi strategici: il consorzio tra imprese

del 08/07/2010

Il consorzio può trarre origine da un accordo tra i consorziati (c.d. consorzio contrattuale) o att...

Gli accordi di Joint Venture

del 19/07/2010

Il termine "joint venture", mutuato dal diritto anglosassone, viene utilizzato allorquando si tratta...

1,2 miliardi alle PMI

del 13/09/2010

Le PMI italiane, vera trama del tessuto economico nazionale, hanno retto l’impatto con la crisi econ...