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Previsioni economiche fino alla fine del 2013

del 11/11/2013

Secondo quanto indicato nel bollettino economico n. 74 di Ottobre 2013 emesso dalla Banca d'Italia, l'espansione dell'attività globale prosegue pur risentendo di un lieve rallentamento delle economie dei Paesi emergenti. Con quest'ultima motivazione, i vari organismi internazionali hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita globale, nonostante sembra essersi arrestato il rallentamento dell'economia cinese.

Nell'area dell'euro, il PIL è tornato a crescere dopo sei cali consecutivi, con previsioni positive anche per la parte finale del 2013, pur persistendo ancora alcuni elementi di incertezza.

Nel corso dell'ultimo periodo, anche grazie all'andamento nel resto d'Europa, sono emersi segnali positivi per l'economia italiana, infatti le attese sugli investimenti delle imprese sembrano essere tornate ai valori precedenti la crisi dell'estate 2011sia nell'industria sia nei servizi. Si è registrato un calo del PIL sia in Luglio che in Agosto anche se in quest'ultimo periodo in misura inferiore. L'andamento negativo della variazione del PIL dovrebbe essersi annullato, si profila pertanto la possibilità di un'inversione di tendenza dell'attività economica italiana entro la fine del 2013, con una probabile lievissima crescita del PIL grazie al contributo degli investimenti.

L'attività economica in Italia ha beneficiato del buon andamento delle esportazioni ma il sostegno alla domanda interna non può prescindere dal rafforzamento della fiducia di famiglie ed imprese, secondo cui la fase più acuta della crisi può ritenersi superata, con attesa di una certa ripresa a breve. Il parziale sblocco dei pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione alle imprese, sembra aver generato effetti positivi su di esse in termini di riduzione delle passività verso i dipendenti e verso i fornitori, diminuzione dell'indebitamento bancario e finanziamento di nuovi investimenti.

Il giudizio delle imprese sulle condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a quelli precedenti la crisi dell'estate del 2011, sia nell'industria sia nei servizi. Il calo della produzione industriale è proseguito in luglio e, in misura minore, in agosto; nel trimestre estivo il ritmo di caduta del PIL dovrebbe essersi pressoché annullato. Si profila, pertanto, la possibilità di un'inversione di tendenza dell'attività economica italiana entro la fine dell'anno, la cui la ripresa degli investimenti fornirebbe un contributo significativo.

Il livello di disoccupazione è aumentato sia nel primo che nel secondo trimestre anche se in misura più lieve in quest'ultimo dove si attesta intorno al 12%.

Il tasso di inflazione si è ridotto dello 0,9% in settembre sui dodici mesi anche se l'aumento dell'IVA entrato in vigore in ottobre potrebbe esercitare una spinta verso l'alto dell'indice dei prezzi al consumo.

Le difficoltà di accesso al credito da parte di imprese e famiglie perdurano e rappresentano un ostacolo notevole alla ripresa economica italiana. Solo con un graduale miglioramento dell'offerta dei prestiti, si potrà avere un beneficio sull'attività economica italiana.

È ora cruciale non mancare le opportunità derivanti dal quadro congiunturale complessivo positivo che sembra aver finalmente ma lentamente contagiato anche l'economia italiana. Il contributo, ciascuno secondo le sue possibilità ed il proprio ruolo, da parte di governo, parti sociali, imprese e famiglie sarà determinante per proseguire sull'arduo sentiero della ripresa economica italiana.

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