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Il decreto ingiuntivo in materia condominiale

del 05/11/2013

Il decreto ingiuntivo in materia condominiale

La nuova riforma del condominio introdotta con la legge n. 220/2012 ha reso più efficaci i poteri dell'amministratore di condominio nei confronti dei condomini morosi. Durante gli ultimi anni, complice anche la crisi economica, il fenomeno dei condomini in ritardo nei pagamenti delle quote condominiali è aumentato in misura esponenziale, sì da rendere necessario l'introduzione di un rimedio che ponesse un argine a quello che ad oggi appare come un vero e proprio malcostume.

Per comprendere adeguatamente il problema, dobbiamo analizzare cosa accade in concreto quando l'amministratore si trova di fronte ad un condomino che non ha pagato le proprie quote.

La legge di riforma ha stabilito che l'amministratore è obbligato ad agire nei confronti del condomino moroso entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, pena la revoca del mandato.

La procedura prevede che l'amministratore agisca contro il condomino moroso attraverso un ricorso per decreto ingiuntivo, anche senza preventiva messa in mora (così come sancito anche dalla Corte di Cassazione nella pronuncia n.9181/2013). Il ricorso per decreto ingiuntivo é una procedura prevista dal c.p.c. all'art. 633. In sostanza il ricorso, non è altro che una richiesta al Giudice, motivata e corredata da prove, finalizzata all'emissione del decreto ingiuntivo. Nel ricorso infatti, si allegano come prove, il bilancio consuntivo e/o quello preventivo; proprio in base a questi documenti si fonda l'obbligo del condomino ad adempiere al pagamento.

Per condomino si intende il proprietario dell'appartamento e non l'inquilino, pertanto l'azione nel caso di un appartamento locato, non andrà rivolta al soggetto che materialmente vive nell'unità abitativa, ma va rivolta al titolare del diritto di proprietà. Il ricorso si presenta davanti l'autorità giudiziaria competente per valore e per territorio, e il Giudice fatte le dovute valutazioni, emetterà il decreto ingiuntivo in un termine ordinatorio di trenta giorni, oppure rigetterà la domanda proposta. Il decreto acquisterà esecutività decorsi quaranta giorni dalla notifica, in mancanza di opposizione da parte del debitore. 

Tuttavia in materia condominiale il decreto può avere efficacia immediatamente esecutiva in base a quanto viene stabilito dall'art. 63 disp. att. c.c., quindi non è necessario attendere la scadenza dei 40 giorni, per dare esecuzione al provvedimento stesso.

Il decreto ingiuntivo una volta emesso, deve essere notificato entro 60 giorni pena l'inefficacia dello stesso. 

Il debitore se ritiene la pretesa avanzata come infondata, può proporre opposizione, entro i quaranta giorni dalla notifica, davanti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto. L'opposizione si propone con atto di citazione e il procedimento si svolgerà in base alle norme ordinarie. . Una volta che il decreto acquista efficacia esecutiva, si procederà all'esecuzione forzata.

L'intero iter processuale, compresa l'eventuale fase dell'esecuzione forzata, può incidere notevolmente sulle casse condominiali, sia per le spese processuali necessarie che per i compensi spettanti all'avvocato. In special modo nelle realtà condominiali più grandi, costituite da un rilevante numero di unità immobiliari e partecipanti.

Per tali ragioni, il nostro studio propone, ormai da tempo, agli studi di amministrazione condominiale, la stipula di convenzioni che, verso il pagamento forfettizzato di compensi predeterminati, assicura l'erogazione di servizi legali di consulenza ed assistenza, compresa anche l'attività inerente il recupero crediti.  

su tutto il territorio nazionale la necessaria assistenza nell'attività di recupero crediti.

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COMMENTI

Antonio

17/10/2017 17:06:11

Spese legali parcelle ecc. vanno ripartite secondo le quote di proprietà o in parti uguali tra i condomini ?
E ' obbligatorio il conto corrente ? A che cosa si va incontro se non si utilizza ?
Grazie
Antonio De Blasio

Valter

17/10/2017 17:06:11

Spettabile Studio Legale, chiedo cortesemente ricevere una Vs. autorevole risposta a queste mie perplessità:
le somme riportate nel decreto ingiuntivo, possono essere dilazionate con un piano di rientro? Se si, in quanto tempo, e per quale importo minimo? E poi, possono essere comprese nella dilazione, le spese del D. I. e gli oneri del legale; Ed ancora, è vero che deve avere tale p. rientro l'autorizzazione dell'assemblea condm.le? anche se tale ''punto'' non è mai stato posto in nessun ordine del gg. dall'amm.re nelle convocaz. assembleari? non è il D. I. un atto unilaterale dell'amministratore quindi può decidere sempre nell'interesse del condominio?
Nel ringraziarVi per il cortese celere riscontro che Vorrete dare a questa mia, porgo distinti.
v.rossi

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