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ISTAT, aumentano i laureati disoccupati under 35

del 05/11/2013

ISTAT, aumentano i laureati disoccupati under 35

Dopo averlo sentito mille volte nelle chiacchierate al Bar, è l’Istat a dare l’amara notizia: stante le rilevazioni di una recentissima indagine, la Laurea non garantisce un impiego, tanto meno immediato. È il discorso del famoso “pezzo di carta”, un tempo garanzia di posto fisso e magari di livello medio alto.

Oggi non serve più. O meglio serve poco per gli under 35 in cerca di inserimento nel mercato del lavoro. Nel 2012 l’Istat ha verificato una vera impennata nel numero di giovani laureati disoccupati: si sfiora quota 200.000 e la tendenza è purtroppo tutta in crescita, con un’impennata pari a un +28% rispetto all’anno precedente.

Se poi si va ancora a ritroso, la situazione appare ampiamente peggiorativa. Rispetto al 2008 – anno in cui la crisi economica ha iniziato a stendere la sua ombra anche dell’Italia – i disoccupati under 35 laureati, sono cresciuti del 43%.

Professione: disoccupato-laureato

Questi dati sono una vera sconfitta, a livello personale per i malcapitati e a livello di sistema, per l’intero nostro Paese e il suo futuro.

Approfondendo i dati ISTAT, si scopre che la fascia di età più aggredita dalla disoccupazione, sempre riferita a giovani in possesso di titolo accademico, appare quella dei 197mila giovani di età compresa dai 15 ai 34 anni.

Se poi si amplia lo spettro di verifica senza porre limiti di età (sempre però per i laureati), la percentuale di non occupati sale a 307.000 con un aumento percentuale nell’ultimo anno pari al 32,3%.

Da notare, che queste percentuali sono addirittura più negative di quella relativa ai disoccupati genericamente parlando – con o senza titolo accademico – che pur essendo in salita arriva a +30,1%. Come dire: coloro che hanno investito meno negli studi trovano lavoro più facilmente.

Appare lampante anche un altro elemento: come sempre, a essere maggiormente penalizzate sono le giovani laureate rispetto ai colleghi di sesso maschile.

Una riflessione

È bene fare anche una riflessione: nel nostro Paese, e specialmente negli ultimi decenni, il numero di persone con titolo di studio accademico è aumentato enormemente. Per logica, in questi anni di tragica crisi del mercato del lavoro, le percentuali dei laureati inoccupati è destinata a salire.

Ma attenzione: se si comparano i dati relativi alla disoccupazione giovanile fra laureati e non laureati, si scopre che fra i giovani in possesso di titolo accademico il tasso di disoccupazione è attualmente al 14,7% contro il 24,9% di chi ha solo una licenza elementare,  il 24,8% di chi ha finito le medie e il 18,9% di chi ha conseguito un diploma. Insomma, mettendo da parte le semplificazioni dei luoghi comuni: studiare resta un investimento sul proprio futuro.

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