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Come impugnare una multa, se conviene

del 08/10/2013

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Come impugnare una multa, se conviene

Non sempre le contravvenzioni elevate ai cittadini risultano essere legittime; ciò per le più svariate ragioni: perchè notificate in ritardo, perché irregolari sotto diversi profili, perché chi ha commesso la violazione si trovava in stato di necessità etc. etc.

In tutti questi casi il malcapitato può e deve proporre ricorso.
Il ricorso è l'atto con il quale il cittadino contesta la violazione addebitatagli ai sensi del Codice della strada.

A seguito di contestazione immediata o di notificazione di copia del verbale di accertamento di infrazione alle norme del codice della strada, se si ritiene che la violazione sia ingiusta, è possibile fare ricorso al Prefetto o, in alternativa, al Giudice di pace territorialmente competente (cioè della località dove è stata rilevata l'infrazione).

In caso di violazione al Codice della strada, il verbale deve essere notificato al responsabile entro 90 giorni (360 gg. se residente all'estero) dalla data d'accertamento della violazione.
Nel caso in cui il trasgressore abbia deciso di pagarlo, invece, ha 60 giorni di tempo per provvedervi, dalla data di contestazione o dalla data di notifica del verbale.

RICORSO AL PREFETTO

Il trasgressore o gli altri soggetti responsabili, se non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, ed ENTRO 60 GIORNI dalla data di contestazione o notificazione del verbale, possono proporre ricorso al Prefetto, allegando i documenti ritenuti idonei e/o chiedendo l'audizione personale.
In termini pratici, e' bene precisare che la persona legittimata a fare ricorso e' quella a cui e' instestato il verbale

Il ricorso va inoltrato con raccomandata a.r., o consegnato direttamente, alternativamente al Comando che ha emesso il verbale impugnato o direttamente alla Prefettura - ufficio territoriale del Governo.

Pervenuto il ricorso, il comando accertatore deve trasmettere, entro il termine di 60 giorni, gli atti al Prefetto; quest’ultimo si pronuncia, entro i successivi 120 giorni dalla data di ricezione del fascicolo da parte dell’organo accertatore accogliendo il ricorso e quindi emettendo un’ordinanza di archiviazione del verbale o, caso molto più frequente, rigettandolo, emettendo quindi un’ordinanza motivata con la quale impone il pagamento di una somma pari a metà del massimo della sanzione prevista per legge (circa il doppio della sanzione originaria) più le spese di accertamento e di notifica. Il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla notifica dell'ordinanza.

L'interessato può fare ricorso al Giudice di pace contro la decisione del Prefetto entro 30 giorni, o 60 giorni se risiede all'estero, dalla data di notifica dell'ordinanza.
Il termine di 120 giorni per l'emissione dell'ordinanza s'interrompe in caso di richiesta di audizione e rimane sospeso fino alla data dell'audizione stessa.
L'ordinanza ingiunzione deve essere notificata entro 150 giorni dalla data della sua emissione (360 gg se il destinatario risiede all'estero).

Nel caso in cui il Prefetto non abbia, entro il termine su indicato di 120 giorni, emesso (firmato) l'ordinanza di ingiunzione di pagamento, il ricorso si considera accolto.

RICORSO AL GIUDICE DI PACE

In alternativa al ricorso al Prefetto, procedura, quest’ultima, normalmente sconsigliata attesi gli scarsissimi esiti positivi, se non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, ed ENTRO 30 GIORNI dalla data di contestazione o notificazione del verbale (trenta giorni per violazioni commesse dal 6/10/2011), il trasgressore o gli altri soggetti responsabili possono proporre ricorso al Giudice di Pace. Il ricorso va depositato direttamente presso l'ufficio di cancelleria del Giudice competente per territorio, o inoltrato tramite raccomandata a.r.
Il ricorso puo' essere redatto in modo libero ma e' bene che in esso siano presenti determinati elementi.
Essendo una causa, il rischio di perderla c'e' sempre, quindi occorre essere prudenti e valutare caso per caso l’opportunità del ricorso.

La sentenza, infatti,  non solo potrebbe essere avversa, ma potrebbe potenzialmente aggravare il danno nel caso preveda l'addebito delle spese legali della controparte.

Se il valore della controversia non supera i 1.100 euro e si pensa di avere le necessarie competenze tecniche per gestire la causa si puo' procedere senza avvocato.

Vi è anche un’ulteriore possibilità: ci si può rivolgere ad un legale per avere un parere in ordine all’opportunità/convenienza del ricorso, farselo redigere dallo stesso (con competenze ben più tecniche e pertinenti in materia) e presenziare direttamente (quindi senza la presenza del legale) all’udienza. Tale ultima opzione consente innanzitutto di abbattere i costi di una causa che, per ovvie ragioni, comporterebbe un dispendio economico anche superiore all’importo effettivo della contravvenzione, portando così il privato cittadino ad un risparmio in denaro notevole; in secondo luogo consente di ricevere un parere mirato da un esperto che, solamente nel caso in cui ravveda una possibilità di successo, consiglierà al cliente di procedere con l’impugnazione.

In casi come questi, infatti, si sconsiglia di rivolgersi ad associazioni cosiddette “no profit” (che di “no profit” hanno solo il nome), ove la mole di lavoro si basa più sulla quantità che sulla qualità dell’attività prestata. Sarà quasi impossibile che una di queste associazioni tenti di dissuadervi dal proporre ricorso, forti anche dell’importo “relativamente basso” che i soci dovranno versare all’ente per la proposizione dello stesso. Purtroppo, però, non vengono mai rese note le percentuali degli esiti sfavorevoli cui questi procedimenti (parlo di quelli gestiti con troppa leggerezza) culminano. Alla fine lo sventurato ricorrente si troverà, nella maggior parte di questi casi, a dover far fronte al pagamento della sanzione (in alcuni casi anche raddoppiata) oltre a quello del pagamento della quota associativa, più le spese (sic !).

Meglio quindi valutare caso per caso, e con un professionista che di certo non si arricchirà redigendo il vostro ricorso, ma che quantomeno, per un mero dovere deontologico (dovere che le associazioni non hanno), sarà costretto a consigliarvi sinceramente circa l’opportunità o meno di impugnare la vostra multa.

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