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Conti correnti assai costosi in Italia

del 25/09/2013

Conti correnti assai costosi in Italia

L'Italia si colloca al primo posto dell'infausto podio del costo di tenuta dei conti correnti bancari. A rivelarlo è l'indagine dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato iniziata nel 2011 su un campione di 52 istituti bancari. Sono stati presi in esame i dati di più di 14.500 sportelli che corrispondono al 44% del totale di quelli che si trovano su tutto il territorio nazionale.

Per effettuare lo studio sono stati presi in esame i diversi profili dei conti correnti che si possono attivare nei vari istituti bancari analizzando i documenti informativi, relativi ai reali costi di gestione, che le banche forniscono ai propri correntisti quando sono in procinto di aprire un conto da loro. L'unica fascia di clienti che ha potuto godere di una diminuzione dei costi di gestione del conto corrente è quella dei giovani. Si tratta di un risparmio pari al 19%. La ragione di questa tendenza è presto detta: con dei costi di tenuta vantaggiosi e accessibili si attrae un numero maggiore di nuovi clienti.

Questa, invece, non è certo la tendenza per quanto riguarda famiglie e pensionati che hanno potuto godere di riduzione dei costi pari, mediamente, al 3%. E per i commercianti il calo delle spese diminuisce ulteriormente scendendo fino addirittura all'1% secondo i dati relativi al periodo 2007-2012. La spesa media per possedere un conto corrente va dai 53 ai 111 euro e varia in base al tipo di conto e all'uso che ne viene fatto.

Nel 2011, con il Decreto Legge 201, il Governo italiano ha stabilito la soglia massima di utilizzo del contate riducendola 2.500 a 999,99 euro. Questo intervento è stato messo in atto per adeguare il nostro Paese alle direttive europee relative alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Per agevolare l'applicazione di tale provvedimento il Governo ha spronato gli istituti bancari ad attivare dei “conti base” che, senza particolari servizi aggiuntivi, avrebbero dovuto incentivare l'apertura di nuovi conti correnti che avrebbero quindi facilitato il transito dei soldi per via telematica. Questo tentativo si è però rivelato un fallimento perché i correntisti rimanevano fedeli al profilo che avevano già attivato in precedenza.

Per diminuire i costi dei conti correnti l'Antitrust ha individuato alcune strategie come ad esempio rendere più trasparente le informazioni fornite ai clienti, evitare di collegare il proprio conto ai servizi aggiuntivi che spesso restano inutilizzati e diminuire i tempi d'attesa per la chiusura portandoli ad un massimo di 15 giorni. Il Codacons, il coordinamento delle associazioni in difesa del consumatore, ha aggiunto anche altre soluzioni a quelle proposte dall'Antitrust, ad esempio eliminando i costi di commissione sui pagamenti con carte di credito che permetterebbero di risparmiare fino a 180 euro.

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