Il crollo dei consumi si è arrestato nel mese di luglio ma la ripresa economica è ancora lontana. L'analisi emerge dall’Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) che ha registrato una variazione nulla rispetto a giugno ma un calo del 2,% rispetto a luglio dello scorso anno. Per tre mesi consecutivi, dunque, i consumi non sono diminuiti ulteriormente il che ha prodotto una situazione di stabilità che, rileva l'ICC, non si verificava dall'estate del 2011.
L'indicatore dei Consumi ha rilevato che a luglio la domanda d'acquisto dei servizi è calata dello 0,3% mentre le spese per i beni del 2,9%. L'unico dato positivo lo ha registrato il settore dei servizi e dei beni per le comunicazioni con una variante del +1,1%.
Il settore che invece ha maggiormente risentito della crisi economica è quello della mobilità con i trasporti e gli autoveicoli con un calo addirittura del 40% (pari al -4,1%) rispetto al 2010. A seguire abbiamo il settore alimentare, delle bevande e dei tabacchi con un -3,9%.
È però necessario guardare a questo fenomeno con molta attenzione, raccomanda la stessa Confcommercio, perché la fine della riduzione dei consumi non coincide inevitabilmente con una ripresa a breve termine. Anzi è stato proprio all'inizio dell'estate che, secondo il rapporto, si è raggiunto il punto minimo del ciclo economico del nostro Paese. "La ripresa è, al momento, solo un fatto statistico -spiega Mariano Bella, direttore dell'ufficio studi di Confcommercio proprio in occasione della presentazione del rapporto dell'ICC- i segnali di crescita sono gravemente contraddittori e deboli". Quei lievi segni di miglioramento registrati nel settore produttivo, avverte la Confcommercio, non sembrano essere il preludio di una ripresa economica dagli effetti significativi per il settore occupazionale, dei conseguenti redditi e dunque della domanda relativa ai consumi.
Insomma, il messaggio che arriva dalla Confcommercio è chiaro: la situazione non è peggiorata ma non dobbiamo abbassare l'attenzione e, anzi, la politica economica deve essere orientata al sostegno dei segnali positivi che arrivano dall'economia reale affinché venga promossa una crescita nel 2014.
Neanche le altre associazioni di categoria hanno mostrato particolare entusiasmo di fronte ai dati presentati dal Indicatore dei Consumi della Confcommercio. Il Codacons, ad esempio, fa notare come questo stop al crollo dei consumi sia semplicemente legato all'estate che è notoriamente sempre stata un periodo di pausa e dunque non va considerato come indicativo di un'inversione di tendenza. L'Adusbef, in linea non la Confcommercio, ribadisce che non ci siano segnali concreti di ripresa e che dunque non bisogna abbandonarci a facili ottimismi.
