Consulenza o Preventivo Gratuito

Ricostruzione del sinistro stradale

del 10/09/2013

Ricostruzione del sinistro stradale
"Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.".


Fatte salve le ulteriori limitazioni per categoria, l' art. 142 del Codice della Strada definisce i limiti massimi di velocità da mantenere sulle strade: occorre rimarcare come il dettato normativo evidenzi tali necessità "Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana".
Se da un lato verificare la violazione del limite massimo di velocità è operazione quasi meccanica, ben altra complessità riveste, in sede di attribuzione delle responsabilità, la violazione dei limiti di velocità prudenziali disposti ex Art. 141 CdS, norma questa in certa misura generica, poichè non facente riferimento ad alcun dato numerico, ma piuttosto precisa nella identificazione delle diverse situazioni di pericolo.


"É obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione."


La velocità prudenziale e caso per caso identificata come quella che consente di mantenere il controllo del veicolo.


"Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile."


Non sfugge altresì  al legislatore l'identificazione tutte quelle situazioni ambientali e di traffico in cui è allora richiesta una maggiore cautela.


"In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici."

Ma una contestazione in questo senso è sempre legittima?
Non è scopo della ricostruzione di un sinistro stradale anche indagare, a livello cinematico, quali implicazioni vi possano essere sotto il profilo della responsabilità?

Non vi è dubbio di come, anche nel caso di rispetto del limite massimo di velocità imposto dalla segnaletica o dalla norma, occorra valutare la presenza di situazioni di potenziale pericolo sufficienti a suggerire una maggiore cautela al conducente.
Tuttavia, una velocità financo non prudenziale, può non costituire un profilo di piena responsabilità se, sotto il profilo tecnico, si verifica che in ogni caso anche una velocità limitata non avrebbe modificato le sorti del sinistro.
Sebbene questo aspetto si muova subdolamente entro i meandri della giurisprudenza, esso non può che guidare anche l'indagine tecnica, e quindi il professionista ricostruttore non può esimersi dal compiere delle valutazioni di merito in questa direzione.
Allo stesso tempo, il tecnico non deve cadere nell'inganno di ricercare a tutti i costi una velocità prudenziale mantenendo la quale il sinistro non si sarebbe verificato: specie se, come sovente avviene, tale ridotta andatura non avrebbe avuto motivo di essere.

In altre parole, una valutazione dell'efficienza causale di una violazione in termini di eccesso di velocità deve allora limitarsi a verificare se l'evento sarebbe ugualmente occorso nel rispetto delle norme; non deve cioè andare alla ricerca della ipotetica velocità che avrebbe consentito di evitarlo, specie se quest'ultima è al di là di ogni ragionevole eccesso di prudenza.
Questo perché di fatto è lapalissiano comprendere come esisterà sempre una velocità alla quale il sinistro non si sarebbe verificato, sino a giungere al paradosso di prevedere una velocità nulla del veicolo sotto esame, senza che questo possa ovviamente andare a rivestire un profilo di colpa per il suo conducente.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Infrazioni al Codice della strada: ricorso al Prefetto

del 08/07/2010

Sgombriamo subito il campo da un equivoco, l’unico atto che può essere giuridicamente impugnato è c...

Non perde punti chi non dichiara il conducente

del 14/07/2010

Se non si dichiara il nome del conducente in seguito ad un’infrazione al Codice della strada non si...

Multe: novità col nuovo Codice della strada

del 19/07/2010

Il nuovo Codice della strada riguardante le infrazioni impedisce ai comuni di fare cassa con gli i...